Spazio, l’Europa rafforza la propria politica con un programma da 14,8 miliardi

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Nei giorni scorsi il Consiglio Ue ha dato il via libera al nuovo programma spaziale dell’Unione da 14,8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Ora il regolamento passa al Parlamento europeo.

La proposta di regolamento dovrebbe servire a garantire dati e servizi di alta qualità, la creazione di nuovi posti di lavoro, crescita economica, nonché maggiore sicurezza e un ruolo più forte dell’Ue nel settore.

Dei 14,8 miliardi circa 9 miliardi saranno destinati a Galileo ed Egnos: i satelliti per navigazione e puntamento, il cui obiettivo è l’affrancamento dal sistema americano Gps. Altri  5,4 miliardi andranno al sistema europeo di osservazione della Terra, Copernicus. Ci sono poi 442 milioni per altri due programmi: le comunicazioni satellitari sicure (GovSatCom) e la Space situational awareness (Ssa) per monitorare l’ambiente extra-atmosferico.

Il regolamento passa ora al Parlamento europeo, che dovrebbe approvare la posizione del Consiglio nelle prossime settimane. Una volta approvato definitivamente il regolamento sarà valido retroattivamente dal primo gennaio 2021.

Secondo Manuel Heitor, ministro portoghese della Scienza, della tecnologia e dell’istruzione superiore, le attività spaziali sono “motori della crescita economica sostenibile” e il programma Ue “consentirà di rimanere competitivi nella nuova economia dello spazio e di preservare la sovranità spaziale”.

Gli obiettivi

Il regolamento mira a semplificare il quadro giuridico dell’Ue esistente in materia di politica spaziale, dotando l’Ue di un adeguato bilancio destinato al settore per proseguire e migliorare gli attuali programmi spaziali faro quali EGNOS, Galileo e Copernicus, monitorare i rischi spaziali nel quadro della componente di sorveglianza dell’ambiente spaziale (SSA) e garantire alle autorità nazionali l’accesso a comunicazioni satellitari sicure (GOVSATCOM).

“È necessario sfruttare le sinergie tra i settori dei trasporti, dello spazio e del digitale al fine di promuovere un uso più ampio delle nuove tecnologie, quali eCall, il tachigrafo digitale, la supervisione e la gestione del traffico, la guida autonoma e i veicoli senza equipaggio e i droni, e rispondere all’esigenza di connettività sicura e senza soluzione di continuità, posizionamento stabile, intermodalità e interoperabilità”, si legge nella proposta di regolamento.

La prima donna sulla Luna

Lunedì 19 aprile è iniziata la “Settimana delle risorse spaziali”, un evento che si sta svolgendo in modalità virtuale presso l’Esric, Centro europeo per l’innovazione delle risorse spaziali. Si tratta della quinta edizione di quello che è l’evento mondiale di questo tipo più grande al mondo. I partecipanti registrati sono più di 1300. Nell’ambito dell’iniziativa è emerso come Italia e Lussemburgo siano gli unici partner di nazionalità europea che stanno unendo le forze con gli Stati Uniti nel programma spaziale “Artemis”: l’iniziativa che consentirà alla prima astronauta donna di sbarcare sulla Luna entro la fine di questo decennio. Nell’ambito del programma la Nasa ha scelto la statunitense SpaceX di Elon Musk per realizzare la missione.