Spazio, lanciato il nuovo programma europeo 2021-2027

Il logo dell'Agenzia spaziale europea (Esa) a Brema. [EPA-EFE/FOCKE STRANGMANN]

Il nuovo programma spaziale dell’Ue 2021-2027 è stato lanciato ufficialmente martedì 22 giugno. Prevede maggiori investimenti nella navigazione satellitare, osservazione della Terra e comunicazioni sicure.

L’esplorazione spaziale, per lungo tempo appannaggio del dualismo Russia-Stati Uniti, sta diventando un campo più interessante anche per l’Unione europea, in particolare sul piano dell’autonomia strategica. Lo dimostra anche la creazione della divisione più recente della Commissione europea, la Dg Difesa, industria e spazio (Defis).

“L’Europa deve giocare un ruolo di primo piano nella sostenibilità dello spazio aperto, tanto quanto lo sta già giocando per quanto riguarda la superficie terrestre”, ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) Josef Aschbacher.

Attualmente, la legislazione internazionale sullo spazio è ancora debole e si basa sul Trattato sullo spazio aperto del 1967: lo spazio sarà libero per le esplorazioni e l’uso da parte di tutte le nazioni, ma nessuno Stato potrà reclamare la sovranità dello spazio aperto o di qualsiasi corpo celeste, né piazzarvi armi.

“Al momento c’è una situazione ancora molto ‘selvaggia’ nello spazio, dove i Paesi lanciano satelliti e c’è un regolamento molto debole su cosa farne”, ha detto Aschbacher. “L’Europa dovrà giocare un ruolo attivo nella regolazione dello spazio. Le sue leggi sono già avanzate, che è quello che serve al momento”, ha proseguito.

Ha sottolineato che la quantità di satelliti lanciata nello spazio nel 2020 è pari al totale di tutti i dieci anni precedenti. Anche l’Europa è responsabile solo di una piccola parte di questi lanci, è comunque necessaria una coordinazione maggiore.

“I Paesi dove si trovano le agenzie di lancio private hanno una responsabilità, perché rilasciano queste licenze e le relative frequenze. Dobbiamo assicurarci che la regolamentazione parta già da questo punto”, ha detto ancora Aschbacher.

Spazio, l'Europa rafforza la propria politica con un programma da 14,8 miliardi

Nei giorni scorsi il Consiglio Ue ha dato il via libera al nuovo programma spaziale dell’Unione da 14,8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Ora il regolamento passa al Parlamento europeo.

La proposta di regolamento dovrebbe servire a garantire dati …

Il nuovo programma europeo

L’Esa ha siglato un accordo di partnership con l’Ue martedì 22 giugno, segnando l’avvio del nuovo programma spaziale europeo, che ha lo scopo di approfondire gli investimenti degli Stati membri nella navigazione satellitare, osservazione della Terra e comunicazioni sicure.

All’interno dell’accordo, l’Ue metterà a disposizione quasi 9 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 all’Esa e alle industrie europee per disegnare sistemi e programmi di nuova generazione. I fondi europei contribuiranno a sviluppare la nuova generazione del sistema di navigazione Galileo ed estendere le capacità del sistema di osservazione Copernicus.

Copernicus dovrebbe diventare il maggior provider mondiale di dati provenienti dall’osservazione terrestre e sarà usato per controllare il cambiamento climatico e aiutare l’Ue a ridurre le emissioni di gas serra.

“Lo spazio sta vivendo una fase di grande trasformazione e industrializzazione in tutto il mondo”, ha dichiarato il commissario europeo all’industria Thierry Breton. “Per mantenere la leadership, l’Europa dovrà ripensare il modo di affrontare lo spazio. Dobbiamo adattarci ai rapidi sviluppi e anticiparne di nuovi, essere più dinamici, innovativi e prenderci più rischi”, ha concluso.

L’accordo ha definito anche il ruolo e la responsabilità dei diversi partner, inclusa la nuova agenzia per il programma spaziale, che controllerà le attività europee sulla politca spaziale. L’Esa, infatti, è un’entità diversa dall’Ue ed è aperta anche a Paesi non membri.

Solo alla fine di aprile è diventato possibile siglare l’accordo, dopo che il Regno Unito ha votato il documento durante le riunioni dei ministri dell’Esa la scorsa settimana. È stato necessario rispettare alcuni punti, tra cui la discriminazione lavorativa dei cittadini non Ue e i diritti di proprietà intellettuale sulla ricerca e sviluppo dei progetti.

Dopo che il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Ue, si era temuto che i negoziati incompiuti sugli accordi di sicurezza potrebbero diventare un ostacolo per l’ulteriore cooperazione spaziale tra Londra e Bruxelles, in quanto lo sviluppo di alcuni protocolli è ancora un lavoro in corso nei colloqui Ue-Regno Unito post-Brexit.