Spagna: nuove riforme per accelerare l’accesso ai finanziamenti Ue

[EFE/Fernando Alvarado]

Il governo spagnolo sta attualmente elaborando una “tabella di marcia” dettagliata delle riforme – comprese le modifiche al regime pensionistico e al diritto del lavoro del paese – per accelerare l’accesso ai finanziamenti dell’Ue e mitigare l’impatto economico della pandemia. Ecco il report del partner di EURACTIV, EFE.

 Le misure dovrebbero aprire la porta a 72 miliardi di euro di finanziamenti Ue in tre anni, a partire da una prima rata di 34 miliardi di euro nel 2021.

Questo include 26,634 miliardi di euro provenienti dal fondo ‘NextGenerationEU’ dell’insieme di 750 miliardi di euro già inclusi nel bilancio nazionale spagnolo per quest’anno, più 8 miliardi di euro extra provenienti dal fondo ‘ReactEU’, trasferiti direttamente alle regioni per rendere i loro sistemi sanitari ed educativi più performanti.

Il Piano Nazionale di Investimenti e Riforme, attualmente elaborato dal ministero dell’Economia spagnolo, comprende una vasta gamma di riforme e progetti di investimento, con un focus specifico sulla digitalizzazione dell’economia e sulla transizione verso un’economia più verde.

Secondo i media spagnoli, i dettagli dell’ambizioso piano di riforma saranno presentati oggi alle parti sociali, ai sindacati e agli imprenditori, dal ministro dell’Economia Nadia Calviño e dal ministro delle Finanze Maria Jesus Montero, insieme ad altri sette ministri del governo.

Verso delle Google e Tobin Tax spagnole

La road map comprende anche altre importanti riforme che mirano a rendere l’economia meno dipendente dal turismo e dai servizi, due settori duramente colpiti dalla pandemia.

Per ottenere il via libera dai partner dell’Ue, il governo sta anche valutando una profonda riforma del sistema fiscale, del lavoro e delle pensioni.

Secondo fonti ufficiali, la Spagna deve modernizzare il sistema fiscale, aumentare la sua progressività e riassegnare meglio le risorse. Nel documento sono incluse anche altre misure già approvate dal governo, come le “Google e Tobin tax spagnole” e la legge antifrode recentemente adottata.

L’esecutivo spagnolo non solo vuole rimodellare le sue politiche occupazionali, ma intende anche potenziare il suo nuovo programma di garanzia per i giovani e affrontare il problema della “dualità” tra lavoratori a tempo indeterminato (con condizioni migliori) e lavoratori temporanei, spesso vittime di “abusi sul lavoro”.

Una proposta controversa di riduzione delle prestazioni pensionistiche

Per quanto riguarda le pensioni, la nuova strategia prevede il rafforzamento del pensionamento anticipato e parziale, la promozione dell’occupazione oltre l’età ufficiale di pensionamento (“pensionamento ritardato” per chi ha superato i 65 o 67 anni) e il divieto di clausole di pensionamento forzato al raggiungimento dell’età legale, che possono ora essere incluse negli accordi.

Tuttavia, quella che sembra essere la proposta più controversa per la riforma delle pensioni è l’estensione del periodo di calcolo del pensionamento dagli attuali 25 anni ai 35 anni proposti.

Il termine ultimo per la presentazione del piano di riforma nazionale da parte della Spagna scade il 30 aprile, ma il primo ministro socialista Pedro Sánchez, è determinato a consegnarlo il prima possibile per facilitare la rapida attuazione dei progetti, ha dichiarato al quotidiano finanziario Cinco Días.

Poiché il governo ritiene che il trasferimento di risorse dall’Ue potrebbe essere ritardato di diversi mesi, ha già incluso i finanziamenti dell’Ue nel bilancio nazionale che saranno anticipati con un ulteriore indebitamento.