Sicurezza sul lavoro, l’Ue aggiorna le norme per i prossimi 7 anni

La Commissione riesaminerà la direttiva sui luoghi di lavoro e quella sugli apparecchi per schermi di visualizzazione, aggiornerà i limiti di esposizione a sostanze pericolose e preparerà un’iniziativa relativa alla salute mentale.

In Europa ogni anno muoiono più di 200.000 lavoratori per malattie professionali. Nel 2018 più di 3.300 persone sono morte al lavoro e 3,1 milioni di lavoratori hanno avuto un incidente. Malgrado dal 1994 le morti sul lavoro siano diminuite del 70%, i numeri sono ancora troppo alti. Rivedere le regole sulla salute e la sicurezza sul lavoro è quindi una priorità. Per questo lunedì 20 giugno il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario al Lavoro Nicolas Schmidt hanno presentato il “quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027”

Questa nuova strategia si concentra su tre obiettivi trasversali: gestire i cambiamenti indotti dalle transizioni verde, digitale e demografica, nonché i cambiamenti dell’ambiente di lavoro tradizionale, migliorare la prevenzione degli incidenti e delle malattie e migliorare la preparazione a eventuali crisi future. L’esecutivo Ue calcola che infortuni e malattie professionali ogni anno costano all’economia oltre il 3,3% del Pil.

Limiti sostanze pericolose

La Commissione riesaminerà la direttiva sui luoghi di lavoro e proporrà limiti prudenziali per l’amianto e il piombo. Per migliorare la prevenzione delle malattie professionali la Commissione aggiornerà inoltre le norme dell’Ue sulle sostanze chimiche pericolose per combattere il cancro, le malattie riproduttive e respiratorie.

“La legislazione Ue in materia di sicurezza e salute sul lavoro è essenziale per proteggere quasi 170 milioni di lavoratori. Il mondo del lavoro sta cambiando, guidato dalle transizioni verde, digitali e demografiche. Ambienti di lavoro sani e sicuri riducono anche i costi per le persone, le imprese e le società nel loro insieme. Ecco perché mantenere e migliorare gli standard di protezione per i lavoratori rimane una priorità per un’economia che lavora per le persone”, ha detto Dombrovskis.

Salute mentale e diritto alla disconnessione

Durante la pandemia quasi il 40% dei lavoratori ha iniziato a lavorare da remoto a tempo pieno. La connettività permanente, la mancanza di interazione sociale e un maggiore utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione comportano rischi psicosociali ed ergonomici. Di conseguenza entro il 2023 Bruxelles riesaminerà la direttiva sui luoghi di lavoro e la direttiva sugli apparecchi per schermi di visualizzazione. Inoltre preparerà un’iniziativa relativa alla salute mentale. Secondo i dati presentati dal commissario Schmidt sono 48 milioni le persone che denunciano problemi di salute mentale a causa del lavoro, a partire dallo stress e in questo ambito si darà seguito alla proposta del Parlamento sul diritto alla disconnessione.

“Il principio 10 del pilastro europeo dei diritti sociali conferisce ai lavoratori il diritto a un elevato livello di protezione della loro salute e sicurezza sul luogo di lavoro – ha ricordato Schmit – .Mentre ci accingiamo a ricostruire meglio dopo la crisi, questo principio dovrebbe essere al centro della nostra azione. Dobbiamo impegnarci a favore di un approccio “zero vittime” per quanto riguarda i decessi legati al lavoro nell’Ue. La salute sul luogo di lavoro non riguarda solo il nostro stato fisico, ma anche la nostra salute mentale e il nostro benessere”.

Gli Stati membri sono invitati ad aggiornare le loro strategie nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenendo conto delle nuove linee guida di Bruxelles. La Commissione avvierà un dialogo con le parti sociali, lavorando anche per una migliore applicazione e un migliore monitoraggio della legislazione dell’Ue in vigore e mobilitando fondi Ue per investire nella salute e nella sicurezza sul lavoro.