Sicurezza informatica, l’Italia affronta gli hacker con una nuova agenzia nazionale

L'Italia si è dotata di un'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. [Flickr/Blogterpreneur]

Da agosto è stata lanciata in Italia l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del settore pubblico e privato sui rischi e le minacce digitali. I recenti attacchi in Olanda e alla Regione Lazio dimostrano la necessità di una misura di questo genere.

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) avrà, secondo il decreto, personalità giuridica di diritto pubblico e sarà dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) pone l’accento sulla necessità di digitalizzazione, in particolare per la pubblica amministrazione. Al contempo, però, le ultime notizie di attacchi ransomware e violazioni di database in tutta Europa, Italia compresa, mettono in guardia dai rischi.

L’attacco hacker ai server della Regione Lazio degli scorsi giorni ha dimostrato che nessuno è al sicuro dalle minacce online e che, specialmente quando si tratta di dati sensibili come quelli sanitari dei cittadini, è necessario un sistema di sicurezza avanzato per rispondere alle minacce.

All’interno del Pnrr italiano era già stata evidenziata la necessità di creare un’agenzia di cybersicurezza nazionale per assicurare lo sviluppo e la crescita dell’industria e permettere una transizione digitale sicura. Alla cybersicurezza sono destinati 620 milioni di euro del piano italiano.

L’Agenzia è posta sotto il controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) e sarà guidata da Roberto Baldoni. Al suo interno saranno impiegate figure specializzate, non necessariamente provenienti dalla pubblica amministrazione. Inizialmente si prenderà il via con 300 dipendenti, che saliranno gradualmente fino a raggiungere gli 800 nel 2027.

Tra i compiti dell’agenzia vi sarà quello di sviluppare un piano globale per la cybersicurezza, con cui aziende ed enti si preparanno ad affrontare le minacce digitali che arriveranno in futuro. Considerando che nei prossimi anni è previsto che l’Italia si doti dell’infrastruttura cloud nazionale, la protezione di questi dati online diventa ancora più urgente.

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao, che parlando al G20 di Trieste ha dichiarato che “possiamo aspettarci un aumento delle minacce digitali. Nel caso dell’Italia, la piccola dimensione non aiuta. I data center devono essere più grandi e la migrazione al cloud dà maggiore sicurezza”.

L’idea è quella di seguire la direzione tracciata dall’Unione europea sulla sovranità digitale: ridurre la dipendenza tecnologica da Stati Uniti e Cina per avere infrastrutture localizzate in Europa e appartenenti a soggetti europei.

Commissione Europea

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