Scuola, un miliardo di fondi extra grazie al programma React-Eu

[Pixabay]

Il programma nazionale ‘Per la Scuola’ riceverà un miliardo di euro dall’Unione europea per migliorare la transizione digitale negli istituti attraverso l’accesso alla banda ultralarga e l’acquisizione di attrezzature digitali interattive.

I finanziamenti aggiuntivi andranno anche alla realizzazione di laboratori innovativi, ad esempio sui temi della sostenibilità, nelle scuole primarie e secondarie. Lo ha deciso la Commissione europea, che ha stanziato oltre 1,2 miliardi di euro nell’ambito del programma React-Eu per sei programmi operativi del Fondo sociale europeo a favore di Italia, Germania e Spagna.

“Abbiamo usato tutti i fondi europei a disposizione e abbiamo indotto tutti gli enti locali a utilizzarli. Siamo in una fase di nuova negoziazione e noi come ministero abbiamo lavorato sui fondi del Pon e siamo passati dai 2,7 miliardi dell’anno scorso ai 3,8 miliardi. Un miliardo in più per la scuola”, aveva anticipato ai primi di settembre il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, davanti alla commissione Istruzione della Camera.

Le risorse per la scuola si aggiungono ai 4,7 miliardi che l’Italia ha ricevuto nelle scorse settimane, sempre nell’ambito di React-Eu attraverso la modifica di due programmi operativi del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) per migliorare le competenze digitali dei lavoratori e favorire le assunzioni di giovani e donne.

Gli obiettivi di React-Eu

La dotazione complessiva di React-Eu è pari a 47,5 miliardi di euro a prezzi del 2018 (oltre 50 miliardi a prezzi correnti) di finanziamenti aggiuntivi da destinare ai programmi della politica di coesione 2021-22 per favorire la transizione verde e digitale e una ripresa post Covid sostenibile. I finanziamenti vengono distribuiti agli Stati e alle Regioni tenendo conto dell’impatto della pandemia sulle economie e sulla società, anche in termini di disoccupazione giovanile.

La prima tranche di aiuti, che riguarda il 78,7% dell’ammontare, potrà essere utilizzata nel 2021. Il che significa che 39,8 miliardi di euro a prezzi correnti sono disponibili già quest’anno (su 50,6 miliardi di euro) mentre nel secondo anno saranno disponibili 10,8 miliardi di euro a prezzi correnti.

Gli Stati membri potranno decidere autonomamente come indirizzare i fondi, scegliendo se destinare le risorse a misure per il superamento degli effetti della crisi, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) o il Fondo sociale europeo (Fse), oppure al sostegno delle fasce più vulnerabili attraverso il Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead).

I Paesi con tassi di disoccupazione giovanile superiori alla media dell’Ue dovrebbero destinare almeno il 15% del fondo al sostegno dei giovani. Inoltre la Commissione ha proposto che almeno il 5% del Fondo sociale europeo plus (FSE+) sia destinato ad alleviare la povertà infantile.

Le risorse destinate a Spagna e Germania

Degli 1,2 miliardi assegnati dalla Commissione 19 milioni andranno alla Comunità autonoma di La Rioja in Spagna per aiutare i disoccupati a ricollocarsi nel mercato del lavoro, rafforzare il sistema sanitario e garantire che alunni e studenti ricevano un’istruzione continua anche in tempo di pandemia.

In Germania, il Land Renania settentrionale-Vestfalia riceverà 110 milioni di euro per sostenere i giovani e coloro che hanno sofferto maggiormente a causa della pandemia di coronavirus in percorsi formativi e di inserimento al lavoro dopo l’apprendistato.
Nel Saarland, ancora, 15,4 milioni serviranno a sostenere la formazione professionale; altri 41 milioni di euro, in Assia,  serviranno a garantire un sostengo a coloro che si trovano in difficoltà a causa della pandemia. Mentre in Sassonia-Anhalt 30 milioni di euro serviranno a finanziare attività di sostegno per gli alunni provenienti da contesti svantaggiati.

Commissione Europea

Con il sostegno del Parlamento Europeo