Scholz: “L’unico modo di essere sovrani nel mondo globale è attraverso l’Ue”

Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco. [EPA-EFE/CHRISTIAN BRUNA]

Olaf Scholz, vice-cancelliere, ministro delle Finanze tedesco e candidato cancelliere dei social-democratici, è intervenuto al Bruegel Annual Meeting, fornendo la sua visione sull’Europa.

Per Scholz “l’Unione europea ha fornito una riposta forte alla pandemia”, mostrando che l’Europa è il miglior strumento per affrontare la pandemia e il suo impatto economico. Una risposta “fondata sulla solidarietà, che è un caposaldo dell’Ue”, mettendo in comune una quantità significativa di risorse: in aprile l’Eurogruppo ha approvato un primo pacchetto di 540 miliardi e ora si stanno definendo i dettagli del Recovery Plan da 750 miliardi, finanziato da un debito europeo comune.

Scholz ha ribadito che per avere successo la ripresa deve riguardare tutta l’Ue e trasformare l’economia e la società europea. Da questa sfida “dipende la coesione del mercato unico, che è la base della prosperità” degli europei. La ripresa dipende dagli investimenti e da riforme credibili, volte a rendere l’economia più competitiva e resiliente. Per questo la trasformazione ecologica e digitale sono essenziali. Ha affermato che la priorità della presidenza di turno tedesca è un accordo entro l’anno sul Quadro finanziario pluriennale e l’operatività del Recovery Fund dall’inizio del 2021, e che l’iniziativa franco-tedesca abbia facilitato la risposta comune alla pandemia.

Per Scholz questi passi avanti nell’integrazione sono grandi e importanti, ma ne servono altri per arrivare ad “una Unione migliore e più perfetta”. Questi nuovi livelli di integrazione economica e fiscale richiedono una maggiore unione fiscale, con nuove risorse proprie dell’Unione, come il meccanismo di commercio dei permessi di emissione, la tassa sulle transazioni finanziarie speculative, e la tassa sull’economia digitale, rispetto alla quale confida in un accordo anche con gli Usa a livello Ocse. Ma per Scholz l’unione fiscale richiede anche un livello minimo comune di imposizione sulle imprese. Inoltre serve una maggiore integrazione dei mercati finanziari, con il completamento dell’unione bancaria e del mercato dei capitali. Ciò richiederà sia riforme a livello europeo che a livello nazionale, rispetto alla regole di governance, di contrasto alle frodi, ecc. Si è detto ottimista anche sull’unione bancaria, ricordando che la Germania ha presentato proposte dettagliate su come creare il sistema di assicurazione europea dei depositi, anche se su questo non c’è ancora accordo. E ha auspicato il completamento dell’unione economica e monetaria ed un maggior ruolo internazionale per l’euro.

Scholz ha criticato la trasposizione degli schemi della guerra fredda al futuro, con la mera sostituzione dell’URSS con la Cina, sostenendo che il mondo sarà multi-polare, perché anche la Russia e vari Paesi asiatici, sudamericani e africani avranno un ruolo importante. “L’unico modo di essere sovrani nel mondo globale è attraverso l’Unione” e “nessun Paese europeo può farcela da solo”. Per me “una Unione europea forte e unita è certamente un primario interesse nazionale della Germania”. Serve un’Europa migliore, più unita, sovrana e sociale. Ci sono beni pubblici e politiche essenziali per i cittadini che possono essere efficaci solo a livello europeo, come la politica estera, le migrazioni, il controllo delle frontiere, la sovranità digitale.

Sul piano istituzionale Scholz ha sottolineato la necessità superare l’unanimità in materia di tassazione e di politica estera. Di fatto ha auspicato l’utilizzo della clausola passerella del Trattato di Lisbona, che permette con una decisione unanime di trasferire competenze europee da procedure decisionali speciali, che richiedono l’unanimità, a quella ordinaria, in cui le decisioni sono prese a maggioranza qualificata.

Una visione ambiziosa, che per trasformarsi in realtà – già a partire dall’imminente Conferenza sul futuro dell’Europa – avrà bisogno dell’appoggio francese e italiano e di una sponda concreta da parte della Commissione e del Parlamento europeo, che potrebbero proporre una riforma organica dei Trattati per costruire un’Europa unita, sovrana, democratica, sociale, sintesi delle proposte di Scholz e di quelle del discorso di Macron alla Sorbona.