Scandalo OpenLux, la Commissione Ue vuole rafforzare la direttiva anti-evasione

[Source: EC - Audiovisual Service]

Dopo le rivelazione dell’inchiesta “OpenLux” che ha mostrato come miliardari e multinazionali si servissero dei servizi offerti in Lussemburgo per evadere le tasse, la Commissione intende  rimuovere le scappatoie della legislazione europea che permettono ad alcuni Paesi una pianificazione fiscale aggressiva.

Dall’inchiesta, coordinata da tre quotidiani europei: il francese Le Monde, il belga Le Soir e il tedesco Süddeutsche Zeitung, è emerso che l’industria lussemburghese dei fondi di investimento è una “scatola nera” da 5,4 trilioni di dollari che aiuta le persone a riciclare denaro ed evadere il fisco.

“L’indagine di OpenLux ha rivelato che un gran numero di aziende non hanno rispettato i loro obblighi di segnalazione. Questa è una questione di controllo e naturalmente non è accettabile, né nel caso del Lussemburgo né di qualsiasi altro stato membro dell’Ue”, ha dichiarato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, intervenendo nel dibattito al Parlamento europeo mercoledì 10 marzo.

Durante il suo intervento Gentiloni ha annunciato che la Commissione Ue intende adottare una serie di misure per rafforzare la direttiva anti-evasione. “Non dobbiamo riposare sugli allori”, ha sottolineato il commissario all’Economia. Per l’ex primo ministro italiano, le  “letterbox companies”, ovvero le società registrate in maniera fittizia in un paese diverso da quello in cui viene esercitata l’attività per godere di vantaggi fiscali illeciti, possono “rappresentare una seria minaccia al mercato unico spostando i profitti”. Secondo i calcoli del Fondo Monetario Internazionale, tali aziende hanno rappresentato il 6% del prodotto interno lordo del Lussemburgo nel 2018.

“Lo scandalo OpenLux dimostra ciò che tutti sanno già”, ha detto Manon Aubry, vice capogruppo al Parlamento europeo del GUE/NGL. Cioè, che il Lussemburgo “è uno dei peggiori paradisi fiscali del mondo”. Anche per Sven Giegold, eurodeputato dei Verdi, la situazione è chiara: “Abbiamo le casse vuote, c’è un grande bisogno di investimenti e allo stesso tempo l’evasione e l’elusione fiscale aggressive sono ancora permesse nel mercato interno dell’Ue”.