Recovery Plan: le prossime tappe al Parlamento europeo

Una plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Il Consiglio europeo ha trovato un accordo sullo strumento di ripresa dalla pandemia, Next Generation Eu, e sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2021-2027. Ora la palla passa al Parlamento europeo, che si riunirà in plenaria giovedì 23 luglio per discutere dei risultati ottenuti e approvare il Qfp.

Il Parlamento europeo ha accolto con soddisfazione il raggiungimento di un accordo su Next Generation Eu e sul Quadro finanziario pluriennale, nonostante alcuni capitoli di spesa siano stati sacrificati per trovare un compromesso e non prolungare troppo la trattativa.

Il Qfp stabilito per il 2021-2027 è pari a 1.074 miliardi di euro, una cifra decisamente inferiore rispetto a quella fissata dalla Commissione europea nel 2018, ma anche rispetto alle aspettative del Parlamento. Vengono riscontrati con dispiacere anche i tagli ai fondi dei programmi per la ricerca e la modernizzazione, come Erasmus, InvestEu e Horizon.

Anche riguardo sulle risorse proprie previste dalla proposta – è stata introdotta solo la tassa sulla plastica non riciclabile – il Parlamento avrebbe voluto un impegno maggiore per recuperare più facilmente i soldi investiti nel Next Generation Eu.

La pressione sul Parlamento è alta: si spinge per chiudere i negoziati il prima possibile e rendere le misure di emergenza effettive e gli strumenti utilizzabili nel 2021.

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I prossimi passaggi al Parlamento

Il Parlamento europeo può esercitare un potere di veto solo sul Qfp, mentre non ha influenza sul Recovery Instrument. Tuttavia, visto il legame profondo tra queste due voci, di fatto detiene un veto indiretto anche su Next Generation Eu.

I parlamenti nazionali dovranno approvare solo la decisione sulle risorse proprie, ovvero la legge europea che consente alla Commissione di ottenere i 750 miliardi del Recovery Fund da distribuire agli Stati membri. La scadenza, in questo caso, è dettata naturalmente dall’urgenza dovuta alla situazione globale.

Il Parlamento europeo discuterà nuovamente le allocazioni a programmi come InvestEu ed Erasmus, con l’obiettivo di potenziarli durante i negoziati con le rispettive commissioni e i Paesi membri.

Le posizioni interne al Parlamento

Il Parlamento europeo si è dimostrato unito e coeso nel supportare la decisione del Consiglio. La maggioranza dei gruppi ha mostrato soddisfazione per il raggiungimento di un accordo e si è detta pronta a lavorare perché i fondi siano distribuiti il prima possibile.

“L’accordo raggiunto dal Consiglio è un passo fondamentale verso un piano per proteggere le nostre società ed economie dall’impatto del Covid-19”, ha commentato su Twitter il capogruppo dei Popolari Europei Manfred Weber. “Ora tocca al Parlamento dare la sua valutazione. La posizione dei Popolari è chiara: solidarietà, responsabilità e stato di diritto prima di tutto”.

Anche il gruppo socialdemocratico S&D si è detto soddisfatto dello storico accordo, ma ha sottolineato la necessità di migliorare il bilancio 2021-2027. La capogruppo, Iratxe García Perez, ha commentato: “Il bilancio è insufficiente rispetto a quanto prospettato. Ci sono tagli a settori fondamentali che andranno ridiscussi”.

Posizioni analoghe per i centristi di Renew Europe. Il presidente Dacian Cioloş ha ricordato che la soluzione trovata “necessita di continui miglioramenti. Serve un pacchetto di riforme che porti avanti l’Europa. Abbiamo sempre sostenuto che servano investimenti strategici nel Qfp come Horizon, Erasmus, politiche migratorie e la salute”.

Meno positività filtra dall’ambiente dei Verdi. La presidente Ska Keller ha scritto su Twitter che “la buona notizia è che abbiamo un accordo. La lista delle cattive è lunga: tagli ai programmi su salute e clima, poco più che un accenno allo stato di diritto, tagli al bilancio a lungo termine… senza dimenticare l’atmosfera avvelenata”.

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