Ritorno al Patto di stabilità nel 2021? Gentiloni frena: “Attenzione a riattivarlo troppo presto”

Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Dopo l’ipotesi avanzata dal vicepresidente Dombrovskis, il commissario Ue all’Economia sottolinea i rischi di una stretta intempestiva.

Il Patto di stabilità non deve essere riattivato in modo frettoloso. Una stretta intempestiva alle spese, come dimostrato dalla precedente crisi finanziaria, potrebbe avere effetti negativi. Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni mette in guardia da scelte troppo precipitose rispetto all’ipotesi di ripristinarlo già dal prossimo anno, avanzata dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. “Non bisogna fare errori di tempistica nella stretta alla spesa – ha dichiarato Gentiloni nel corso dell’audizione alla Camera dei Deputati presso la Commissione Affari Ue – Abbiamo un precedente, nella crisi finanziaria pecedente, che è stata una recessione a due picchi negativi proprio perché la stretta è avvenuta troppo presto”.

“L’applicazione della clausola di salvaguardia generale del Patto di stabilità in queste circostanze è giustificata, ma il Fiscal Board ha detto che la cosa debba essere rivalutata al più tardi a primavera 2021. Questo è conforme a quanto pensa la Commissione”, aveva dichiarato Dombrovskis in conferenza stampa a Bruxelles.

“Non abbiamo fissato una data specifica per disattivare la clausola generale perché c’è troppa incertezza attualmente. Dovremo tornare su questa questione in autunno, con le previsioni del ciclo economico che magari ci daranno qualche indicazione”, aveva aggiunto il vicepresidente esecutivo.

La raccomandazione del Fiscal Board

Lo European fiscal board, il gruppo di esperti incaricato dalla Commissione Ue di valutare l’attuazione delle regole del Patto di Stabilità, si è espresso sulla questione mercoledì 1 luglio,

“La maggior parte delle misure di sostegno discrezionale dovrebbe essere interrotta nel 2021, lasciando un notevole divario rispetto al percorso di crescita previsto all’inizio del 2020. Ciò richiede un’estensione del sostegno dell’economia a livello nazionale il prossimo anno, sostenuto o integrato dalle iniziative avviate a livello europeo”, si legge nella raccomandazione del Comitato.

Secondo quanto riferisce Euractiv.com, l’organismo di controllo ha raccomandato di eliminare la soglia del 60% per il rapporto debito/Pil e di adottare obiettivi di debito realistici specifici per le economie nazionali europee. “Non serve a nulla avere un obiettivo che non sia realistico”, ha detto il presidente dell’European Fiscal Board, Niels Thygesen. “Dobbiamo guardare la cosa con occhio critico”. La crisi causata dalla pandemia di coronavirus, infatti, spingerà i livelli di debito pubblico in Europa ben al di sopra di tale limite.

Per questo il Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche sta valutando di assegnare agli Stati membri obiettivi di debito specifici in base alle condizioni in cui versano le diverse economie nazionali.

Nel contesto attuale non sarebbe consigliabile guardare solo al tasso di crescita per il prossimo anno, avrebbe più senso guardare anche al Pil europeo rispetto ai livelli pre-crisi, spiega il Fiscal Board nella sua raccomandazione, per evitare di raccomandare misure di austerità nel bel mezzo della ripresa.