Riforma della politica agricola: accordo tra i ministri Ue

I ministri Ue dell’agricoltura hanno raggiunto un accordo per una politica agricola comune in cui almeno il 20% della dotazione nazionale degli aiuti diretti dovrà essere dedicata a incentivi per pratiche agronomiche verdi. L’accordo ha avuto un unico voto contrario: quello della Lituania. Lettonia, Bulgaria e Romania si sono astenute.

Il Ministro dell’Agricoltura tedesco, Julia Klöckner, ha spiegato che ora che c’è un “mandato” dei Paesi, sulla base del quale Consiglio potrà fare progressi nei negoziati con il Parlamento europeo per l’approvazione finale della Pac.

I ministri dell’agricoltura dell’Ue hanno approvato i tre regolamenti che compongono la riforma: i piani strategici nazionali, l’organizzazione comune dei mercati e il regolamento sul finanziamento degli aiuti. Gli obiettivi della futura PAC includono il miglioramento della protezione ambientale e la lotta contro il cambiamento climatico, la promozione dello sviluppo sostenibile e dell’energia e la garanzia di una gestione efficiente delle risorse. La nuova Politica agricola comune mira anche a contribuire più attivamente alla protezione della biodiversità, al miglioramento degli ecosistemi e alla conservazione degli habitat e dei paesaggi.

L’accordo prevede che almeno il 30% delle spese del II pilastro (Sviluppo Rurale) dovrà essere destinato a misure agro-ambientali, ed almeno il 20% delle risorse del I pilastro (pagamenti diretti) dovrà finanziare misure come l’inerbimento dei frutteti, la riduzione dei fitofarmaci e fertilizzanti, i metodi di agricoltura biologica e ulteriori pratiche agricole benefiche per l’ambiente.

Particolare attenzione viene poi dedicata ai giovani agricoltori e ai piccoli agricoltori. I primi potranno ad esempio beneficiare di un contributo per iniziare l’attività fino a 100.000 euro, mentre per i secondi è prevista maggiore semplificazione e l’esonero da eventuali tagli dei pagamenti diretti necessari per costituire una riserva anticrisi.

Su richiesta italiana si prevede, inoltre, la possibilità di destinare una piccola percentuale dei pagamenti agli agricoltori per costituire un fondo con funzioni assicurative nel caso di eventi avversi.

“L’intesa – sottolinea in una nota il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – “segna un’evoluzione storica dell’impianto tradizionale della politica agricola”. Per la prima volta i fondi saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anziché al mero rispetto delle norme di conformità. Ogni Stato membro deve presentare un piano strategico nazionale per la definizione e attuazione di tutti gli interventi, a seguito di un’analisi dei fabbisogni. Le Regioni, attraverso le proprie autorità di gestione, potranno continuare ad attuare gli interventi inerenti lo sviluppo rurale.
“Siamo molto soddisfatti dei compromessi raggiunti in merito alle nostre produzioni bandiera”, ha commentato la ministra Teresa Bellanova, sottolineando: “Saremo finalmente in grado di attuare interventi di investimento e ristrutturazione nel settore dell’olio di oliva, a beneficio anche dei produttori danneggiati dalla Xylella, così come di continuare a sostenere il settore vitivinicolo, ad esempio finanziando l’impianto di nuovi vigneti”.
L’accordo introduce importanti novità anche per i giovani agricoltori che potranno beneficiare di un contributo per iniziare l’attività fino a 100.000 euro. Per i piccoli agricoltori invece è  prevista una maggiore semplificazione e l’esonero da eventuali tagli dei pagamenti diretti necessari per costituire una riserva anticrisi. Su richiesta italiana si prevede anche la possibilità di destinare una piccola percentuale dei pagamenti agli agricoltori per costituire un fondo con funzioni assicurative nel caso di eventi avversi.