Ricerca, italiani secondi in Europa nella classifica dei finanziamenti. Ma oltre la metà lavora all’estero

Nuovo successo per i ricercatori italiani, secondi solo ai colleghi tedeschi per finanziamenti Erc vinti. Peccato che meno della metà dei vincitori lavora in Italia.

Le università e gli istituti di ricerca italiani se la cavano meglio dello scorso anno, grazie anche all’ospitalità data a quattro ricercatori stranieri. Ma il nostro Paese non è ancora in grado di attrarre talenti e nella maggior parte dei casi è destinato a farli fuggire.

Il Consiglio europeo della ricerca, organo dell’Ue, ha stanziato 619 milioni di euro per finanziare 397 progetti presentati da altrettanti giovani ricercatori, selezionati tra oltre 4mila proposte. Gli italiani sono 58 italiani, il secondo gruppo più numeroso dopo i tedeschi (67). Dei 58 vincitori solo 28 sono ospitati da istituzioni italiane. Terzi in classifica i francesi (44), seguiti dagli olandesi (27). Se si guarda invece alle università e ai centri di ricerca ospitanti, a svettare in classifica sono Germania (72 progetti), Francia (53), Regno Unito (46) e Paesi Bassi (44). L’Italia è quinta.

Le sovvenzioni del valore medio di 1,5 milioni di euro aiuteranno i giovani ricercatori a lanciare i loro progetti, formare i loro team e portare avanti le loro idee migliori. Le proposte selezionate coprono tutte le discipline di ricerca, sottolinea Bruxelles in una nota, dalle applicazioni mediche dell’intelligenza artificiale. Nel complesso a livello europeo il 43% dei vincitori sono ricercatrici, il 37% in più rispetto allo scorso anno.

“Con questa prima serie di sovvenzioni da tempo attese, sono lieta di constatare che il Consiglio europeo della ricerca rimane un faro per la scienza basata sull’eccellenza e sulla curiosità nell’ambito di Orizzonte Europa. Attendo con interesse di vedere quali nuovi sviluppi e opportunità ci regaleranno i vincitori delle sovvenzioni dell’Erc e come questi incoraggeranno i giovani a seguire la loro curiosità e a fare nuove scoperte a vantaggio di tutti noi”, ha commentato la commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, Mariya Gabriel.

“Garantire che i giovani talenti prosperino in Europa e seguano le loro idee più innovative è il miglior investimento nel nostro futuro, in particolare data la crescente concorrenza mondiale. Dobbiamo continuare a far sì che l’Europa rimanga una potenza scientifica”, ha aggiunto Maria Leptin, presidente del Consiglio europeo della ricerca.