Firmato il regolamento del Recovery Plan, i vertici Ue: ora i paesi ratifichino presto il piano

La cerimonia della firma del Recovery and Resilience Facility, Bruxelles, 12 febbraio 2021. Da sinistra, il primo ministro portoghese e presidente pro tempore del Consiglio europeo, Antonio Costa; la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen; il presidente del Parlamento Europe, David Sassoli. [EPA-EFE/OLIVIER MATTHYS / POOL]

Dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo, arrivata mercoledì 9 febbraio, venerdì 12 il “Recovery and resilience facility”, il regolamento alla base del piano Next Generation EU, è stato firmato dal presidente di turno del Consiglio dell’Ue, il primo ministro portoghese Antonio Costa e dal presidente del Parlamento David Sassoli, in una breve cerimonia a cui ha partecipato anche la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen.

Ora, hanno spiegato i vertici dell’Unione in una conferenza stampa dopo la firma, tocca agli stati membri ratificare il prima possibile la decisione sulle risorse proprie che darà avvio al piano, affinché i fondi del Recovery Fund possano arrivare già all’inizio dell’estate. I tre presidenti auspicano una ratifica entro fine marzo, in modo che i piani nazionali possano arrivare a Bruxelles entro la fine di aprile.

“Abbiamo sempre detto che la ripresa deve essere europea, e abbiamo lavorato in questi mesi affinché la risposta sia per tutti i paesi. Da oggi è così, e ora la parola spetta ai parlamenti nazionali”, ha detto Sassoli.

“Finalmente, abbiamo a disposizione un doppio motore”, ha aggiunto Costa: “Un vaccino per salvare vite, e una vitamina per spingere la ripresa economica. Ora sta a noi accelerare le vaccinazioni e mettere in movimento la ripresa. Stiamo investendo, a partire da oggi, nella transizione digitale e nell’azione sul clima. Questo è il piano più innovativo che abbiamo mai avuto per affrontare le sfide più importanti che abbiamo mai dovuto affrontare. Adesso possiamo essere certi che è possibile debellare il COVID e costruire una ripresa giusta, verde e digitale. È venuto il momento di farlo”.

“Questo è un momento storico”, ha detto invece Von Der Leyen, in cui la sfida della pandemia non deve far dimenticare quella della crisi economica: “I 750 miliardi del Next Generation EU – ha concluso la presidente della Commissione – serviranno a creare lavoro, aiutare le imprese e sostenere le comunità locali, e sarann un’opportunità unica per i paesi membri di lavorare insieme sulle priorità europee: il green deal, la digitalizzazione e la resilienza. Non si tratta solo di denaro, ma di un fortissimo messaggio di solidarietà e fiducia nell’Unione Europea”.

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