Recovery Plan, passi avanti verso l’accordo tra Consiglio e Parlamento europeo

epa08722313 Johan Van Overtveldt, presidente della commissione bilancio, tiene una conferenza stampa sull'esito dell'ultimo ciclo di negoziati sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) e sulle risorse proprie al Parlamento europeo a Bruxelles, Belgio, il 5 ottobre 2020. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Sembra essere sempre più vicino un accordo sul nuovo bilancio pluriennale dell’Unione europea e sul Recovery Plan dopo che i governi nazionali hanno ceduto ad  alcune delle richieste del Parlamento europeo. Alcuni nodi fondamentali sono però ancora da sciogliere.

A luglio, dopo quattro giorni di trattative, i capi di Stato e di governo dell’Ue avevano trovato un accordo sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (Qfp) e sul Recovery Plan, con l’obiettivo di per contribuire a risollevare l’economia dalla più profonda recessione mai verificatasi in Europa a causa della pandemia di Covid-19.

L’accordo deve però ancora essere approvato dal Parlamento europeo e ratificato dai 27 parlamenti nazionali dell’Unione.

Dopo sei settimane di colloqui, i governi dell’Ue e il Parlamento europeo hanno ridotto le loro differenze. Rimangono però ancora da concordare un calendario vincolante per l’introduzione di nuove risorse proprie per l’Ue e l’aumento dei finanziamenti per alcuni progetti.

“Sono convinto che entrambi siamo d’accordo sul fatto che è giunto il momento di fare mente locale, colmare le lacune rimanenti e raggiungere un accordo generale”, ha scritto l’ambasciatore tedesco presso l’Ue, Michael Clauss, in una lettera al presidente della commissione bilancio del Parlamento europeo, Jan Overtveldt.

La presidenza tedesca dell’Ue, il Parlamento europeo e la Commissione europea continueranno i negoziati anche durante la prossima settimana. Nonostante i progressi, un funzionario del Parlamento europeo ha voluto specificare alla Reuters che l’offerta dei governi non è ancora abbastanza buona.

“Questa ‘offerta’ non è né nuova, né accettabile, perché sfrutta principalmente i già stretti margini rimasti per il prossimo periodo di finanziamento”, ha detto il funzionario.

Le richieste del Parlamento

In una lettera della presidenza tedesca, vista da Reuters, i governi dell’Ue accettano di stanziare fino a 10 miliardi di euro in più per progetti individuati dal Parlamento, in tema di istruzione, ricerca e sviluppo, salute e difesa, ma gli eurodeputati chiedono 38,5 miliardi di euro.

Il Parlamento vuole anche un chiaro collegamento tra le nuove risorse proprie dell’Ue e il rimborso dei 750 miliardi di euro di prestiti che l’Ue investirà per Recovery Plan, così come un calendario concreto per definire quando ogni risorsa propria entrerà in vigore.

La lotta più grande, tuttavia, sarà probabilmente per definire le condizioni a cui saranno sottoposti i finanziamenti del prossimo Qfp. C’è in particolare scontro per stabilire se i governi devono rispettare lo stato di diritto per ricevere i finanziamenti dell’Ue.

Tale condizione è molto controversa perché la Polonia e l’Ungheria sono sotto inchiesta dell’Ue per aver presumibilmente minato l’indipendenza dei tribunali, dei media e delle Ong, e potrebbero quindi essere loro sospesi i fondi Ue. Varsavia e Budapest hanno allora minacciato di mettere un veto all’intero Recovery Plan, a meno che questa condizione non venga rimossa.

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