Recovery Plan, le piccole e medie imprese saranno protagoniste della ripresa sostenibile

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Il piano di ripresa europeo e la nuova strategia sulla finanza sostenibile espanderà il ruolo delle piccole e medie imprese (Pmi) nella ricostruzione dell’economia europea, dicono i funzionari Ue.

Le piccole e medie imprese rappresentano il 90% delle aziende europee. Tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha costretto molte di loro a chiudere, specialmente nei settori del turismo, dell’ospitalità e della ristorazione.

Mentre gli Stati membri stanno gradualmente abbandonando le misure adottate per sopperire all’impatto del virus, la Commissione europea ha sottolineato l’importanza di mantenere il sostegno per le piccole e medie imprese durante la transizione in modo intelligente, ha detto Geraldine Mahieu, responsabile del Direttorato generale agli affari economici e finanziari della Commissione.

Per le piccole e medie imprese, i danni causati dalla pandemia sono stati maggiori, ma soprattutto la ricostruzione della transizione green e digitale sarà più difficile, ha detto. Bruxelles e i governi nazionali hanno l’obbligo di sostenerle con infrastrutture e incentivi.

Le Pmi hanno beneficiato soprattutto del meccanismo Sure per assistere i lavoratori ed evitare massicci licenziamenti durante la pandemia. Ora, L’Ue le aiuterà a effettuare il passaggio verso un futuro più verde e digitale facilitando l’accesso ai finanziamento attraverso i piani di ripresa.

React Eu e digitalizzazione delle Pmi: chi potrà beneficiare delle risorse

Il piano nazionale di React-Eu, uno dei tasselli del Next Generation Eu,  prevede che, degli 1,3 miliardi destinati all’Italia, 300 milioni andranno al bando Digital transformation e voucher Innovation Manager per la digitalizzazione delle Pmi. Dei 300 milioni in questione, …

La nuova strategia per la finanza sostenibile proposta dalla Commissione a inizio luglio include nuovi strumenti e incentivi per promuovere l’accesso delle Pmi a investimenti green nei mercati di capitali, ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

Tuttavia, l’eurodeputata socialista maltese Josianne Cutajar ha evidenziato come molte Pmi, specialmente quelle più piccole, vedono gli obiettivi di sostenibilità come negativi, perché rappresentano costi aggiuntivi da sostenere con un budget già limitato. Ha perciò sostenuto l’ipotesi di istituire la figura dei “consulenti di sostenbilità”, che possano aiutare e informare gli imprenditori sulle opportunità rappresentate dalla transizione verde.

Riguardo i piani di ripresa nazionali, Mahieu ha detto che molte delle riforme proposte andranno indirettamente a beneficio delle piccole aziende, incluse quelle locali per rinnovare gli edifici. Inoltre, alcuni Paesi hanno destinato parte dei finanziamenti per le Pmi a progetti come quello sull’idrogeno in Spagna.

Milena Angelova, membro del Comitato economico e sociale europeo (gruppo Datori di lavoro), si è detta tuttavia “dispiaciuta” del fatto che solo il 5% dei piani nazionali di ripresa offrano un sostegno diretto alle Pmi.

Ha sottolineato che questo tipo di imprese preferisce le sovvenzioni ad altri strumenti finanziari, come quelli delineati dalla strategia di finanza sostenibile. Inoltre, ha messo in guardia dall’onere che l’ulteriore rendicontazione finanziaria e sostenibile potrebbe comportare per le aziende più piccole nella fase di recupero.

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