Recovery Plan, la lentezza dei governi preoccupa la Bce: “Accelerino il processo di ratifica”

La presidente della Bce Christine Lagarde. [EPA-EFE/ARMANDO BABANI]

La Banca centrale europea ha espresso “preoccupazione” per la lentezza dei governi nazionali sul Recovery Plan che secondo Francoforte deve diventare operativo al più presto.

Secondo quanto emerge dai verbali dell’ultima riunione di gennaio, pubblicati giovedì 18 febbraio, il board di Francoforte avrebbe evidenziato che, malgrado i leader europei con il Next Generation Eu abbiano deciso di fornire “il più ampio pacchetto di sostegno mai finanziato dal bilancio dell’Ue”, i progressi nell’attuazione sono “lenti e impegnativi”.

La Bce ribadisce il ruolo chiave del pacchetto Next Generation EU, così come l’importanza di renderlo operativo “senza indugio”. Gli Stati membri, si legge nei verbali, sono stati invitati ad accelerare il processo di ratifica, a finalizzare prontamente i loro piani di ripresa e di resilienza e a impiegare i fondi per la spesa pubblica produttiva, accompagnandoli a politiche strutturali che aumentino la produttività.

“Ciò consentirebbe al programma Next Generation Eu di contribuire a una ripresa più rapida, forte e uniforme e aumenterebbe la resilienza economica e il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri, sostenendo così anche l’efficacia della politica monetaria nell’Eurozona – sottolinea il Consiglio direttivo -. Tali politiche strutturali sono particolarmente importanti per affrontare le debolezze strutturali e istituzionali di lunga data e per accelerare le transizioni verdi e digitali”.

Vigilare sull’euro

Il Consiglio direttivo ribadisce che la Bce “deve essere pronta ad utilizzare tutti i sui strumenti, in modo appropriato, per raggiungere gli obiettivi d’inflazione”. Esprimono però timori per gli sviluppi del tasso di cambio “che potrebbero avere implicazioni negative per le condizioni di finanziamento nell’area dell’euro e in ultima istanza conseguenze per l’outlook dell’inflazione”

Malgrado fra la fine del 2020 e gli inizi del 2021 il rapporto fra euro e dollaro sia rimasto sostanzialmente stabile pur con episodi di volatilità, i governatori delle banche centrali degli Stati membri concordano che è necessario monitorare gli sviluppi del mercato valutario. Il Consiglio ha quindi convenuto di dover ribadire la propria vigilanza per quanto riguarda gli sviluppi sul mercato dei cambi e le loro implicazioni per le prospettive dell’inflazione.

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