Recovery Plan italiano: più risorse per sanità, istruzione e lavoro. Come saranno distribuiti i 222 miliardi

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. [EPA-EFE/FABIO FRUSTACI]

Il piano nazionale per la ripresa ammonta complessivamente a 222,03 miliardi, di cui 209 saranno quelli del Next Generation Eu, con un impatto sul Pil di circa 3 punti percentuali. Rispetto alla bozza del 29 dicembre aumentano le risorse destinate a sanità, lavoro, istruzione e ricerca, infrastrutture, alta velocità e giustizia.

Donne, giovani e Mezzogiorno sono priorità trasversali contenute in tutti gli obiettivi del piano. “Tali priorità – si legge – non sono affidate a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguite in tutte le missioni del PNRR. Ogni missione, infatti, deve esplicitare le linee di riforma e di intervento mirate al perseguimento delle tre priorità trasversali, anche attraverso la definizione ex ante e la misurazione dei risultati attesi”. Oggi (venerdì 8 gennaio), intorno alle 18, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe incontrare i capi delegazione di maggioranza per discutere della nuova proposta.

19 miliari per la sanità

Alla sanità saranno destinati 19,7 miliardi dei fondi complessivi del Next Generation Eu, contro i 9 iniziali. Di questi 18 miliardi sono a valere sul Recovery fund e 1,7 sul React Eu. Ad assistenza di prossimità e telemedicina sono destinati 7,9 miliardi, mentre i restanti 11, 8 saranno destinati all’innovazione dell’assistenza sanitaria.

Più risorse per scuola e cultura

Aumenta anche la dotazione per la scuola. Nell’ultima bozza si parla di oltre 27,9 miliardi destinati all’istruzione, 9 più di prima. In particolare, sarebbero previsti oltre 6,8 miliardi per l’edilizia scolastica e oltre 14 per tutti gli altri capitoli fra cui accesso all’istruzione, potenziamento della didattica, percorsi professionali e Its.

Nell’ultima versione del Recovery Plan italiano viene rafforzata anche la voce “turismo e cultura”, che passa da 3,1 a 8 miliardi di finanziamenti. “Oltre all’incremento delle risorse destinate a progetti dei comuni per investimenti su luoghi identitari sul proprio territorio, e allo stanziamento di risorse aggiuntive per interventi sul patrimonio artistico-culturale di Roma in occasione del Giubileo, è stato inserito un progetto Cultura 4.0 con l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra scuola, università, impresa e luoghi della cultura attraverso l’interazione tra le imprese creative ed artigianali con attività di formazione specialistica turistica, archeologica e di restauro”, si legge nelle linee guida. Si prevede inoltre di creare un fondo operativo di 500 milioni facendo leva sui fondi Pnrr per coinvolgere capitali europei e di privati per aumentare la portata dell’intervento su infrastrutture di ricettività e dei servizi turistici.

Mobilità sostenibile e coesione

Le risorse stanziate per le Infrastrutture per una mobilità sostenibile salgono a 32 miliardi contro i 27,7 previsti a dicembre. Nello specifico, si tratta di 28,3 miliardi per Alta velocità di rete e manutenzione stradale e 3,7 miliardi per intermodalità e logistica integrata.

A inclusione e coesione saranno destinati 27,62 miliardi. Alle politiche attive per il lavoro andranno 12,6 miliardi, quasi dieci in più rispetto alle ultime ipotesi, grazie anche ai 4,5 miliardi del React Eu che saranno usati per la fiscalità di vantaggio al Sud e il taglio dei contributi per chi assume giovani e donne. Altri 10,8 miliardi saranno destinati a infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore. Infine 4,18 miliardi serviranno per gli interventi di coesione territoriale.

5 miliardi in meno per la transizione verde

Scendono invece a 69 miliardi i fondi destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica, contro i 74 miliardi previsti in precedenza Le priorità sono quattro: “agricoltura sostenibile ed economia circolare” (5,5 miliardi), “energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile” (18,2 miliardi), “efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” (30,7 miliardi) e “tutela del territorio e della risorsa idrica” (14,5 miliardi).