Recovery Plan e bilancio Ue: raggiunto l’accordo. 16 miliardi in più per ricerca, salute ed Erasmus

Drappo gigante sul palazzo della Commissione a Bruxelles, riguardante il piano di intervento contro la crisi del Covid-19, in occasione del vertice europeo tenutosi nel giugno 2020, in Belgio. [EPA-EFE/FLUSSO DI SOCCORSO]

Fumata bianca per il Recovery Fund. Dopo 10 settimane di negoziati la presidenza tedesca del Consiglio europeo e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sul prossimo bilancio pluriennale e sul pacchetto Next Generation Eu.

Il Parlamento ha ottenuto 16 miliardi di euro in aggiunta al pacchetto concordato dai capi di Stato e di governo al vertice di luglio. Di questi, 15 miliardi di euro rafforzeranno i programmi faro dell’Ue, tra cui Erasmus, Horizon Europe e Eu4Health, mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio.

L’accordo dovrà ora essere approvato dai leader degli Stati membri nel Consiglio europeo e dal Parlamento. “I negoziati hanno richiesto tempo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Si tratta di un accordo equilibrato, che affronta le questioni sollevate dal Parlamento nel rispetto delle indicazioni ricevute dal Consiglio europeo di luglio. Siamo ora in grado di compiere i prossimi passi cruciali del processo. Abbiamo urgente bisogno che il fondo di recupero sia operativo per ammortizzare le disastrose conseguenze economiche della pandemia”, è il commento di Michael Clauss, ambasciatore tedesco presso l’Ue.

Prima erogazione in primavera

Se il processo di approvazione definitiva terminerà in tempo entro l’anno, nella tarda primavera 2021 ci sarà la prima erogazione dei fondi del Recovery Plan. “Per Paesi come l’Italia si tratta di cifre importanti, cioè il 10% di un volume che si avvicina ai 200 miliardi”, ha spiegato il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni intervenendo alla commissione Esteri della Camera.

“Ora dobbiamo andare avanti con la finalizzazione dell’accordo sul prossimo bilancio a lungo termine e NextGenerationEU entro la fine dell’anno – ha dichiarato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – . È necessario un aiuto per i cittadini e le imprese duramente colpiti dalla crisi del coronavirus. Il nostro piano di ripresa ci aiuterà a trasformare la sfida della pandemia in un’opportunità per una ripresa guidata dalla transizione verde e digitale”.

“L’accordo è un ottimo risultato per i nostri cittadini – sottolinea il presidente del Parlamento Ue David Sassoli – Adesso l’Europa può ricominciare la ricostruzione da questa crisi”.

Obiettivi climatici e parità di genere

Il compromesso prevede un monitoraggio rafforzato degli obiettivi in tema di clima e biodiversità, per fare in modo che almeno il 30% dell’importo totale del bilancio dell’Unione e delle spese dell’Ue per la ripresa sostenga gli obiettivi climatici. Inoltre, è stato inserito l’obiettivo dedicare il 7,5% della spesa annuale agli obiettivi della biodiversità a partire dal 2024 e il 10% a partire dal 2026.

Un’altra priorità sarà la promozione della parità di genere, accompagnata da un’approfondita valutazione dell’impatto di genere dei programmi comunitari.

Risorse proprie

I negoziatori di entrambi le istituzioni hanno concordato anche una tabella di marcia per l’introduzione di nuove risorse proprie nei prossimi sette anni. Oltre alla tassa sulla plastica a partire dal 2021, la tabella di marcia prevede una tassa basata sul sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio (Ets) (dal 2023, eventualmente collegata a un meccanismo di adeguamento), un tassa sul digitale (dal 2024), nonché una risorsa propria “basata su una imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) e un contributo finanziario legato al settore delle imprese o una nuova base imponibile comune per l’imposta sulle società (dal 2026)”.