Recovery Plan, Draghi alla Camera: “Nell’insieme dei programmi c’è il destino del Paese”

Mario Draghi [EPA-EFE/ANGELO CARCONI]

Il presidente del Consiglio ha illustrato a Montecitorio il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che il governo invierà a Bruxelles.

“Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr pur nella sua storica importanza sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nell’insieme dei programmi c’è anche e soprattutto il destino del Paese”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi comunicazioni in Aula alla Camera sul Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da oltre 200 miliardi, che dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile e che, dopo l’approvazione, verrà finanziato dai fondi del Next Generation Eu.

“Il Recovery ha 3 obiettivi: il primo con un orizzonte ravvicinato è riparare i danni della pandemia, che ci ha colpito più dei nostri vicini europei, il pil caduto è dell’ 8,7, i giovani e le donne hanno sofferto di più il calo dell’occupazione. Le misure di sostegno hanno attutito l’impatto sociale ma questo si è sentito sulle fasce più deboli”, ha continuato Draghi.

Secondo il presidente del Consiglio, “nel realizzare progetti, ritardi, inefficienze e miopi visioni di parte peseranno sulle nostre vite soprattuto su quelle dei più deboli, i figli e nipoti e forse non ci sarà piu tempo per porvi rimedio”.

I giovani e le donne

“Il Recovery ha 3 obiettivi: il primo con un orizzonte ravvicinato è riparare i danni della pandemia, che ci ha colpito più dei nostri vicini europei, il pil caduto è dell’ 8,7”, ha detto ancora Draghi.

I giovani e le donne hanno sofferto un calo di occupazione molto superiore alla media, ha ricordato il presidente del Consiglio. La più colpita nel caso dei giovani è stata la fascia di età 15-24 anni. “Le misure di sostegno all’occupazione e ai redditi dei lavoratori hanno notevolmente attutito l’impatto sociale della pandemia. Tuttavia, l’impatto si è sentito soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione”, ha aggiunto il premier.

“Tra il 2005 e il 2019, il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3 al 7,7 per cento, per poi aumentare fino al 9,4 per cento nel 2020. Ancora una volta ad essere particolarmente colpiti sono stati donne e giovani e ancora una volta soprattutto nel Mezzogiorno”, ha evidenziato Draghi.

248 miliardi per far ripartire l’Italia

“Nel complesso potremmo disporre di circa 248 miliardi”, spiega Draghi ai deputati. Oltre al Pnrr da 191,5 miliardi e al Piano complementare da 30,6 miliardi “sono stati stanziati entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche”. “È poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi”, continua Draghi. “A cui si aggiungono le risorse rese disponibili dal programma React-Eu, che vengono spese negli anni 2021-2023. Fondi per ulteriori 13 mld”.

L’alta velocità e il Sud

Entro il 2032 saranno stanziati altri 26 miliardi per opere come la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria e l’attraversamento di Vicenza per l’alta velocità Milano-Venezia, ha dichiarato il presidente del Consiglio durante le sue comunicazioni a Montecitorio. Al Mezzogiorno saranno destinati 82 miliardi su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota del 40%.

La sfida della digitalizzazione

“La prima Missione” del Pnrr, ricorda Draghi, riguarda i temi della digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Nel complesso, le risorse destinate a questa missione sono quasi 50 miliardi. “L’obiettivo principale è promuovere e sostenere la trasformazione digitale e l’innovazione del sistema produttivo del Paese”. “Vogliamo che dal 2027 i nostri ragazzi e ragazze possano avere accesso alle migliori esperienze educative ovunque esse siano in Italia, che gli imprenditori possano far crescere le proprie attività rapidamente, vogliamo che i lavoratori continuino ad acquisire competenze”, ha continuato il premier.

Superbonus

Draghi ha assicurato che non ci saranno tagli del Superbonus. “La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari. È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente”, ha detto il presidente del Consiglio. “Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e sicurezza degli edifici”.

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