Recovery Plan: alle regioni italiane 11 miliardi nel 2021

La commissaria Ue per la Coesione e le riforme Elisa Ferreira. [EPA-EFE/FRANCOIS WALSCHAERTS / POOL]

Il nostro Paese sarà il maggior beneficiario della prima tranche del pacchetto React-Eu, il programma che attraverso la politica di coesione aiuta i territori più colpiti dalla pandemia. In arrivo 7 miliardi in più di quanto previsto dalla Nota di aggiornamento del Def.

Nel 2021 l’Italia avrà a disposizione oltre 11,3 miliardi di euro a prezzi correnti (10,269 a prezzi 2018) da React-Eu, il programma che attraverso la politica di coesione aiuterà i territori più colpiti dalla pandemia. Questo strumento fornirà ai territori risorse aggiuntive per mantenere l’occupazione anche attraverso riduzioni di orario e aiuti agli autonomi, creare posti di lavoro, potenziare i sistemi sanitari e finanziare gli investimenti delle piccole e medie imprese. Questi finanziamenti interesseranno tutti i settori economici, compresi il turismo e la cultura, duramente colpiti dalla pandemia.

La quota destinata all’Italia è la più alta, il secondo beneficiario è la Spagna con 10,9 miliardi (prezzi correnti). Seguono Francia con 3,1 miliardi, Germania con 1,9 miliardi, Grecia con 1,7 miliardi, Polonia con 1,65 miliardi e Portogallo con 1,6 miliardi. A rivelarlo è una tabella pubblicata dalla commissaria Ue per la Coesione, Elisa Ferreira, con l’allocazione della prima tranche dei fondi di React-Eu.

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Il pacchetto da 47,5 miliardi è uno degli strumenti messi in campo dal Recovery Plan e servirà finanziare le spese per sanità, sostegno all’occupazione e aiuti per le imprese.

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La cifra che riceverà l’Italia è più del doppio di quanto inizialmente previsto. Nella Nota di aggiornamento del Def, infatti, il ministero dell’Economia stimava un incasso di trasferimenti da React-Eu di 4 miliardi per il prossimo anno. Invece ne arriveranno 7 in più. I finanziamenti di React-Eu (valore complessivo 55 miliardi) si aggiungono ai fondi strutturali già a disposizione dei singoli Paesi. “La chiave di allocazione è basata sul Reddito nazionale lordo e la perdita di posti di lavoro nei primi trimestri del 2020”, ha spiegato Ferreira in un tweet.

Secondo le indicazioni della Commissione europea i Paesi con tassi di disoccupazione giovanile superiori alla media dell’Ue dovrebbero destinare almeno il 15% del fondo al sostegno dei giovani. Inoltre Bruxelles ha proposto che almeno il 5% del Fondo sociale europeo plus (FSE+) venga utilizzato per finanziare strumenti di contrasto alla povertà infantile.

I fondi del programma React-Eu (Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe) saranno sovvenzioni e non prestiti e potranno essere assegnati direttamente alle Regioni. Le risorse dovranno essere utilizzate entro il 2022. Per l’Italia la sfida maggiore è proprio questa dimostrare di saper sfruttare questa opportunità in tempi rapidi e in modo corretto ed efficace.

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