Recovery Fund: risorse per l’agricoltura disponibili già dal 2021. La proposta del Parlamento Ue

Secondo gli eurodeputati il 30% degli 8 miliardi di euro di aiuti previsti dovrebbe diventare disponibile già dal prossimo anno e il restante 70% dovrebbe essere erogato nel 2022.

La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di recupero rapido, mirato e sostenibile per gli agricoltori dell’Ue, i produttori e per le aree rurali. Rispetto alla proposta della Commissione europea, gli eurodeputati chiedono che i fondi siano messi a disposizione molto più rapidamente. Il testo approvato in commissione Agricoltura con 46 voti favorevoli, nessuno contrario e due astensioni, dovrà ora essere negoziato con il Consiglio. Alla fine, le nuove regole dovrebbero poi essere incorporate nel regolamento di transizione della Pac.

Gli eurodeputati hanno aggiornato il testo proposto dalla Commissione, sostenendo che tutti i fondi messi a disposizione delle comunità rurali dal Recovery Fund debbano essere erogati nel 2021 e 2022. In origine, l’esecutivo dell’Ue ipotizzava che i fondi fossero erogati dal 2022 al 2024. Circa il 30% degli 8,07 miliardi di euro di aiuti (a prezzi correnti) dovrebbe diventare disponibile già nel 2021 e il restante 70% dovrebbe invece essere erogato nel 2022. Come ha spiegato Paolo de Castro, rapporteur della proposta, l’idea è quella di “combinare lo sforzo ambientale con lo sforzo economico e lo sforzo sociale”.

La Commissione Agricoltura propone una serie di paletti: almeno il 37% dei fondi disponibili dovranno essere dedicati alle azioni a favore dell’ambiente e del clima  e almeno il 55% dei fondi ricavati dal Recovery Fund dovrebbe sostenere le start-up di giovani agricoltori e gli investimenti nelle aziende agricole che contribuiscono ad una ripresa economica resiliente, sostenibile e digitale in linea con gli obiettivi dello European Green Deal; il rimanente 8% delle risorse dovrebbe essere lasciato agli Stati membri, “come flessibilità”, con le parole di Paolo de Castro in conferenza stampa. 

L’eurodeputato italiano (del gruppo S&D) ha parlato dell’importanza di valorizzare la cifra del 37% destinata all’agricoltura biologica, alla riduzione di emissioni agricole di gas serra, al miglioramento della gestione idrica, alla riduzione dei rischi derivati dall’uso di pesticidi e antibiotici negli allevamenti e alla tutela della biodiversità, vegetale e animale.

Cofinanziamento e contributi europei più elevati

La proposta della Commissione Agricoltura si focalizza anche su un sostanziale aumento delle quote di cofinanziamento e contributo comunitario: gli investimenti degli agricoltori e dei trasformatori alimentari che contribuiscono ad una ripresa economica sostenibile e digitale potrebbero essere cofinanziati dall’UE per un totale dell’80% (contro il 40%). Arrivando fino al 90% nelle regioni meno sviluppate (contro il 50%) e nelle regioni ultraperiferiche, nelle isole minori del Mar Egeo e in alcune aree della Croazia (contro il 75%).

Il PE chiede anche un innalzamento dei premi di sostegno ai giovani agricoltori e agli agricoltori che lavorano in regimi di qualità. Questo significa che gli eurodeputati vogliono aumentare il livello massimo di sostegno che il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dà alla produzione alimentare coperta dai sistemi di qualità dell’UE: la proposta è di passare da 3.000 a 5.000 euro all’anno per azienda. Ma anche il massimale per l’aiuto all’avviamento delle imprese da parte del FEASR per i giovani agricoltori dovrebbe vedere un aumento significativo: da 70.000 a 100.000 euro.

Viene anche aumentato il livello massimo del sostegno del FEASR per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, i fondi di mutualizzazione per le avversità climatiche e le epizoozie e le fitopatie.