Recovery Fund: i sei pilastri della proposta di Michel

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD]

Confermati 500 miliardi di trasferimenti a fondo perduto e 250 di prestiti. Mediazione sul bilancio tra le richieste dei frugali e il piano presentato dalla Commissione.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, venerdì 10 luglio ha ufficializzato la sua proposta per raggiungere un accordo sul Recovery Fund al vertice dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri del 17 e 18 luglio. Michel propone di mantenere intatta l’entità del Recovery Fund, a 750 miliardi di euro, e di confermare la proporzione tra trasferimenti a fondo perduto e prestiti, rispettivamente 500 e 250 miliardi.

Mini-taglio al bilancio

Il bilancio invece subisce un lieve ridimensionamento a 1.074 miliardi contro i 1.100 miliardi proposti dalla Commissione Ue. La proposta all’1,07% è un compromesso tra l’1,09% avanzato a febbraio e l’1,05% richiesto dei Paesi frugali (Olanda, Danimarca, Austria e Svezia).

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Recovery Fund

Il compromesso proposto dal presidente del Consiglio europeo si basa su sei pilastri: la dimensione del bilancio, gli sconti, la dimensione del Recovery Fund, il rapporto tra prestiti e sovvenzioni, l’assegnazione dello strumento di recupero e le condizionalità.

La proposta conferma il mantenimento degli sconti (rebates) per la Danimarca, la Germania, i Paesi Bassi, l’Austria e la Svezia.

Michel propone di preservare l’equilibrio tra trasferimenti a fondo perduto e sovvenzioni, rispettivamente 500 e 250 miliardi, proposto dalla Commissione “per evitare di sovraccaricare gli Stati membri con livelli di indebitamento elevati”.

I criteri

Per quel che riguarda l’assegnazione dei fondi il presidente del Consiglio europeo propone di impegnare il 70% del Recovery and Resilience Facility  nel 2021 e nel 2022, secondo i criteri fissati dalla Commissione. Il restante 30% invece sarà impegnato nel 2023, tenendo conto del calo del Pil nel 2020 e nel 2021. La dotazione totale dovrebbe essere erogata entro il 2026.

Per quanto riguarda la governance, i piani preparati dai diversi Paesi saranno riesaminati nel 2022 e dovranno essere approvati a maggioranza qualificata dal Consiglio, cosa che non era prevista nella proposta della Commissione.

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La riserva Brexit

Esponendo la sua proposta sul pacchetto di stimolo per la ripresa, Michel ha aggiunto che sarà necessaria una “riserva di rivalutazione” per Brexit da almeno 5 miliardi di euro. Secondo il presidente del Consiglio europeo, la Commissione dovrebbe analizzare le prime conseguenze di una nuova relazione del blocco con il Regno Unito entro febbraio 2021. I fondi potrebbero essere stanziati a favore dei Paesi europei più sofferenti.

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Le risorse proprie

“Molti Stati membri e il Parlamento europeo hanno espresso preoccupazione per il rimborso all’inizio del prossimo ciclo di bilancio. Hanno anche criticato la mancanza di risorse proprie per finanziare il rimborso”, ha spiegato Michel durante il suo intervento.

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