Recovery Fund, Gentiloni: “I piani nazionali non potranno essere un catalogo di spese”

Il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

ll commissario Ue per l’Economia in audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea di Camera e Senato ha sottolineato che il piano è una responsabilità per Bruxelles ma anche per le istituzioni italiane.

Il piano che permetterà l’accesso alle risorse del Recovery Fund non potrà essere una “raccolta di esigenze” ma serve “il coraggio di guidare questa ripresa e ricostruzione perché o lo facciamo oggi o sarà difficile in altre occasioni”. Bruxelles, ha ricordato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea di Camera e Senato, chiede che il governo nel compilare il proprio programma di riforme indichi le proprie scelte nel quadro delle priorità, ma non vari un “catalogo di spese”.

“Ci aspettiamo per la metà di ottobre delle bozze che consentano il confronto necessario”, ha continuato Gentiloni. La presentazione finale dei piani è prevista per aprile 2021, ma la Commissione incoraggia gli Stati membri a presentarli in forma definitiva anche prima.

L’esecutivo Ue ha otto settimane per presentare i piani ricevuti al Consiglio, che avrà a sua volte quattro settimane per l’approvazione con maggioranza qualificata. Dopo l’approvazione ci sarà una prima erogazione pari al 10% dell’importo, mentre le altre avranno cadenza semestrale, ha detto il commissario Ue, chiarendo una volta per tutte che non ci sarà la possibilità di sfruttare alcun anticipo nel 2020.

Piani conformi alle priorità

Gentiloni ha ricordato che “i piani nazionali non saranno redatti, né imposti da Bruxelles, ma proposti dai 27 Paesi”. Tuttavia deve essere chiaro che la Commissione non è “un intermediario finanziario che trasferisce risorse a scatola chiusa”. L’esecutivo di Bruxelles ha l’obbligo di verificare che i piani siano in linea con le “priorità comuni” e con quelle specifiche per i diversi Paesi.

Le priorità comuni sono essenzialmente tre: utilizzare le risorse del Recovery and resilience per la transizione ambientale, su cui c’è un vincolo del 35%, la resilienza, la sostenibilità sociale e infine la competenza e la transizione digitale.

“Oggi le risorse e lo spazio di bilancio per affrontare i problemi ci sono, se non le usiamo oggi il rischio è che non lo facciamo più e questo vale soprattutto per l’Italia, sia per i problemi di bassa crescita sia per l’elevato livello del debito, problema che non scomparirà nel tempo”, ha sottolineato Gentiloni.

Il quadro economico

Il contesto economico rimane caratterizzato da incertezza. “Non siamo di fronte a una ripresa a V ma di fronte a una fase rilancio delle economie e anche l’Italia, che ha reagito bene all’emergenza sanitaria, è alle prese con l’incertezza”, ha continuato Gentiloni.

A luglio 2020 il tasso di disoccupazione nell’Eurozona ha continuato a salire, attestandosi al 7,9%, in aumento rispetto al 7,7% di giugno, come rivelano i nuovi dati Eurostat. Nell’Unione europea nel suo insieme, il tasso di disoccupazione a luglio è salito al 7,2% dal 7,1% del mese precedente. I tassi più alti per la disoccupazione giovanile (per i Paesi di cui sono stati resi disponibili i dati) si registrano in Spagna, 41,7%; Italia, 31,1%; e Svezia, 28,9%.

La sfida, ribadisce Gentiloni, è essere all’altezza di una crisi e di decisioni senza precedenti. Il piano europeo, in questo senso, è “una opportunità e una responsabilità per Bruxelles ma anche per le istituzioni e il governo italiano”.