Recovery fund, Amendola: “Salviamo il mercato europeo, non gli interessi nazionali”

Il ministro agli Affari Europei Enzo Amendola. [EPA-EFE/ALESSANDRO DELLA VALLE]

Il ministro agli Affari Europei determinato a chiudere a giugno, ma non nasconde i limiti dell’Europa dei Governi: “Ora bisogna lavorare insieme per la coesione sociale”

“L’Europa sta reagendo in modo coordinato, dobbiamo chiudere a giugno l’accordo sul recovery fund”, così il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola ai microfoni di Radio24 stamani, giovedì 21 maggio. “Sul recovery fund – prosegue – il 27 maggio a Bruxelles si presenta la proposta”, anche se non sarà semplice in quanto “come tutti i negoziati non è facile mettere d’accordo 27 paesi”. “Il tema è quando arriveranno le risorse europee che sono sul tavolo: oltre a Sure, il fondo della Bei per la Pmi, che abbiamo già approvato”.

Non è mancata poi una stoccata su come viene dipinto il rapporto tra sud e nord Europa, dicendo che “la rappresentazione Nord-Sud ha stancato, qui c’è solo il tema su come costruire un fondo, abbiamo una strada nuova. Noi vogliamo salvare il mercato europeo, non vogliamo salvare gli interessi nazionali”.

Già ieri (20 maggio) sulla propria pagina Facebook il Ministro ha ricordato la reattività europea, anche grazie all’intesa Merkel-Macron, sostenendo che “l’Europa sta reagendo e la proposta di Francia e Germania ne è la prova”. Ed ha esortato: “Ora bisogna lavorare insieme, per la coesione sociale in una fase così complicata e per ottenere risultati più ambiziosi, in vista delle proposte della Commissione UE del 27 maggio”.