Recovery, Francia e Germania presentano i loro piani: “Inizia una nuova fase dell’integrazione europea”

Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire e il collega tedesco Olaf Scholz. [EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire e il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz hanno presentato i loro piani nazionali di ripresa e resilienza in una conferenza stampa congiunta martedì 27 aprile. Parigi incasserà 40 miliardi dal Next Generation Ue, Berlino invece otterrà circa 28 miliardi.

“Era importante per noi fare questa presentazione insieme, perché la Germania e la Francia hanno lavorato mano nella mano dall’inizio della crisi”, ha dichiarato Le Maire, esprimendo la speranza che l’economia francese possa tornare ai livelli del 2019 entro il 2022.

“Non stiamo introducendo riforme a beneficio della Commissione europea. Stiamo introducendo riforme a beneficio dei cittadini francesi e della nazione. La crisi non deve distoglierci dai nostri sforzi per rispondere alle sfide dell’economia francese”, ha detto Le Maire.

“Credo che siamo all’inizio di una nuova fase dell’integrazione europea – ha aggiunto Scholz -. Con il Next Generation Eu, abbiamo dato una forte risposta europea a questa crisi. Questa è forse la più grande differenza rispetto al modo in cui abbiamo affrontato le crisi precedenti, specialmente la crisi finanziaria”.

La Francia prevede di investire 100 miliardi di euro nel biennio 2021-2022 attraverso il piano di ripresa “France Relance”. Le Maire ha detto che 30 miliardi di euro sono già stati erogati. “Oggi la priorità è investire massicciamente, non consolidare le finanze pubbliche. Abbiamo imparato le lezioni del passato. Torneremo a finanze pubbliche solide non appena la crisi Covid sarà alle nostre spalle”, ha aggiunto il ministro dell’Economia francese.

“Domani (mercoledì 28 aprile,ndr) con Spagna e Italia presenteremo insieme i nostri piani di rilancio alla Commissione”, che “dovrà analizzarli il prima possibile in modo che vengano approvati dal Consiglio al più tardi a luglio. Questo consentirà al denaro di arrivare prima della fine dell’estate“, ha concluso Le Maire, esortando i Paesi che ancora non hanno approvato la decisione sulle risorse proprie a farlo al più presto.

Le parole d’ordine: sostenibilità e digitale

Il 50% del budget francese sarà indirizzato verso la transizione ecologica con “l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas del 55% rispetto ai livelli del 1990”, ha spiegato Le Maire.

Questo obiettivo sarà raggiunto in particolare attraverso il programma di efficientamento energetico per le case “MaPrimeRenov”, per il quale sono state presentate quasi 230.000 domande. A cui si aggiungerà la legge sul clima e la resilienza, che sarà votata dal parlamento francese il 4 maggio.

Circa il 25% del piano francese sarà destinato alla transizione digitale, ha detto Le Maire, specificando che il futuro dell’Europa deve essere “basato sull’indipendenza tecnologica, che è la chiave per la sovranità politica”. Le Maire ha anche dichiarato l’intenzione del governo francese di concentrarsi sulla “delocalizzazione industriale”

La Germania, da parte sua, ha annunciato che il 40% del budget stanziato per la ripresa, pari a 11, 5 miliardi di euro – sarà destinato al contrasto del cambiamento climatico con progetti che vanno dall’uso dell’idrogeno come fonte di energia agli incentivi alla mobilità elettrica e all’efficientamento energetico degli edifici.

Scholz ha spiegato che il 90% delle risorse europee verranno impiegate per finanziare progetti green e di digitalizzazione, una percentuale che supera le soglie di spesa fissate da Bruxelles per le due categorie (circa 37% e 20%).

Sì alla tassa globale proposta dagli Usa

La presentazione congiunta dei piani è stata preceduta da una intervista doppia pubblicata dal quotidiano francese Le Figaro e dal tedesco Die Zeit. Nell’intervista i due ministri hanno detto che Parigi e Berlino sostengono la proposta americana di imporre una tassa minima mondiale del 21% sugli utili delle aziende.

“Se fosse il risultato di un negoziato, noi saremmo d’accordo”, ha detto il francese Le Maire, mentre Scholz ha aggiunto “di non avere nulla, personalmente” contro la proposta. Alcuni giorni fa, la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen aveva annunciato che Washington sta “lavorando con i paesi del G20 per un accordo su una tassa minima globale che possa fermare la corsa al ribasso” da parte di quei governi che cercano di attirare aziende multinazionali promettendo sgravi fiscali sempre più generosi.

Una tassazione del 12,5% per le multinazionali era già in discussione nell’ambito delle nuove regole negoziate tra i paesi Ocse.

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