React Eu, inviato a Bruxelles il piano italiano. I due terzi delle risorse sono destinati al Sud

La ministra Mara Carfagna nel 2010. EPA/ETTORE FERRARI

L’annuncio arriva dal ministero per il Sud e la Coesione territoriale. L’Italia ha ufficialmente presentato a Bruxelles la programmazione italiana del React-Eu, che assegna risorse supplementari alla politica di coesione per gli anni 2021 e 2022. Come per il Recovery and Resilience Facility, anche in questo caso la quota più alta dei fondi è per l’Italia: 13,5 miliardi di euro su 47,5 totali.

Un piano per il Mezzogiorno

L’annuncio arriva direttamente dalla ministra Carfagna. La ministra per il Sud e la Coesione territoriale ha firmato e inviato a Bruxelles la programmazione italiana del React-Eu. 13,5 miliardi preziosissimi, perché si tratta di risorse supplementari alla politica di coesione per gli anni 2021 e 2022. Si tratta di fatto delle prime risorse del programma di rilancio dell’economia europea Next Generation Eu, di cui l’Italia è il principale beneficiario. Oltre ai 196,5 miliardi previsti per l’Italia dal RRF (Recovery and Resilience Facility o Dispositivo per la ripresa e resilienza), ci sono infatti anche questi 13,5 miliardi di React-Eu, a cui si aggiungono 1,2 miliardi del Just Transition Fund.
Perché sia stato presentato dal ministero per il Sud e la coesione territoriale è evidente già dal nome del pacchetto: React-Eu è l’acronimo di Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe (Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa). La direzione di questi fondi è infatti quella della politica di coesione, la principale politica d’investimento dell’Ue che mira a ridurre le disparità di sviluppo fra le diverse regioni d’Europa. Nel contesto italiano, questa disparità è una frattura profonda tra il Mezzogiorno e il Nord.

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Il pacchetto da 47,5 miliardi è uno degli strumenti messi in campo dal Recovery Plan e servirà finanziare le spese per sanità, sostegno all’occupazione e aiuti per le imprese.

La politica di coesione, ovvero la principale politica d’investimento dell’Ue che mira …

 

Vediamo in concreto di cosa si tratta. React-Eu è uno degli strumenti messi in campo dal Next Generation Eu e servirà a finanziare le spese per sanità, sostegno all’occupazione e aiuti per le imprese. Nello specifico, nel quadro europeo, è la seconda voce più alta di Next Generation Eu, dopo il Dispositivo per la ripresa e resilienza (che mobiliterà 672,5 miliardi di euro). I fondi per l’Italia di React-Eu integrano dunque la quota di investimenti che arriveranno con il PNRR (il piano nazionale di ripresa e resilienza) e quelli per il Just Transition Fund.
Queste risorse supplementari alla politica di coesione si riferiscono già agli anni 2021 e 2022 e anzi vi possono rientrare anche retroattivamente le spese a decorrere dal 1º febbraio 2020, anche per le operazioni materialmente completate e pienamente attuate.
La sfida è coniugare le transizioni verde e digitale  con gli obiettivi di riequilibrio territoriale e socio-economico e di rafforzamento strutturale del Mezzogiorno, in coerenza con gli obiettivi definiti nel Piano Sud 2030 proposto dal precedente ministro Provenzano.

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Come verranno spesi questi 13,5 miliardi per la coesione territoriale? Innanzitutto, quasi due terzi della cifra complessiva andranno al Sud.
Quasi un terzo delle risorse, pari a 4 miliardi di euro, andranno alla decontribuzione dei contratti di lavoro al sud; la riduzione è del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese che operano nel Mezzogiorno. A questi 4 miliardi si aggiungono, per favorire le assunzioni, i bonus alle imprese per l’assunzione di giovani (340 milioni di euro di cui 40 al sud); il bonus per l’assunzione di donne (126 milioni, interamente destinati al Mezzogiorno); il fondo nuove competenze (1,5 miliardi di cui la metà per il sud).

La seconda voce più alta (2,6 miliardi di euro) è quella per interventi verdi e per la sostenibilità. Intervenendo con un videomessaggio al confronto promosso da Legambiente, la ministra Carfagna ha spiegato che “Il progetto forse più significativo in termini ambientali, cioè un grande piano di recupero delle risorse idriche del Sud attraverso interventi mirati sulle reti”, perché nel Mezzogiorno la dispersione idrica raggiunge la quota drammatica del 50 per cento.
Sempre sul tema ambientale c’è anche il finanziamento del Fondo Nazionale Innovazione con 200 milioni per le nuove imprese nel settore ambientale e 500 milioni (di cui 340 per il Sud) per lo Smart Grid e l’efficientamento energetico degli edifici pubblici.
Ma oltre alle grandi opere, c’è spazio anche per educare alla transizione ecologica e “alla bellezza” del verde: 45 milioni (dei quali 32 al Sud) saranno destinati a laboratori verdi e orti scolastici nelle scuole primarie e 57 milioni (tutti al Sud) per la filiera degli Istituti Agrari.

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