Procedura d’infrazione Ue contro la Germania per la sentenza sul quantitative easing della Bce

La sede della Corte costituzionale federale di Karlsruhe, in Germania. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

La Commissione europea  ha aperto una procedura d’infrazione contro la Germania per non aver rispettato il principio del primato del diritto europeo sul diritto nazionale.

L’iniziativa di Bruxelles riguarda la sentenza con la quale, nel maggio del 2020, la Corte costituzionale tedesca chiese alla Bce di “giustificare” la congruità, rispetto al suo mandato istituzionale, del programma Pepp per l’acquisto di titoli pubblici dei Paesi dell’Eurozona.

Secondo la Corte costituzionale tedesca, nell’esprimere il suo giudizio la Corte Ue, che nel 2018 decretò che il piano era in linea coi Trattati, non aveva valutato adeguatamente se il piano della banca centrale europea rispettasse il principio della proporzionalità tra i benefici attesi – spingere consumi e investimenti, far salire l’inflazione vicino al 2% – e gli effetti collaterali. Per esempio quelli “sui debiti pubblici, sui risparmi personali, sulle pensioni e schemi pensionistici, sui prezzi del mercato immobiliare”.

Con questa sentenza il tribunale tedesco “ha privato una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue dei suoi effetti giuridici in Germania, violando il principio del primato del diritto dell’Ue”, sottolinea la Commissione. “Con ordinanza del 29 aprile 2021, la Corte costituzionale tedesca ha respinto due domande dirette a ottenere un’ordinanza di esecuzione della sentenza del 5 maggio 2020 – aggiunge Bruxelles -. L’ordinanza del 29 aprile 2021 della Corte costituzionale tedesca non annulla tuttavia le violazioni riguardanti il principio del primato del diritto dell’Unione”.

La Corte europea  aveva richiamato la Corte di Karlsruhe, sostenendo che solo lei ha il diritto di decidere se gli organi dell’Ue stanno violando le regole del blocco o meno.

Ora la Germania avrà quindi qualche mese di tempo per replicare alle contestazioni mosse dalla Commissione: se le risposte non dovessero essere soddisfacenti, si potrebbe arrivare fino alla Corte di giustizia europea.

L’obiettivo della Commissione Ue è ribadire la precedenza del diritto europeo su quello nazionale, oltre a sottolineare l’indipendenza politica della Bce. “La Commissione ritiene che la sentenza della Corte costituzionale tedesca costituisca un grave precedente – spiega l’esecutivo Ue in una nota -, sia per la futura prassi della Corte costituzionale tedesca stessa, sia per le corti supreme e costituzionali di altri Stati membri”.