Presidenza slovena, ripresa e allargamento ai Balcani sono i punti cardine del programma

Il primo ministro sloveno Janez Janša ha presentato al Parlamento europeo e in conferenza stampa i punti cardine del programma della sua presidenza dell'Ue. 6 luglio 2021. [EPA-EFE/CHRISTIAN HARTMANN / POOL MAXPPP OUT]

Alla conferenza stampa di presentazione del semestre di presidenza slovena, il primo ministro Janez Janša ha illustrato le priorità del suo Paese, tra cui l’allargamento ai Balcani occidentali, che sarà messo in primo piano.

Il premier sloveno Janez Janša ha affrontato una conferenza stampa congiunta con i presidenti del Parlamento europeo David Sassoli e della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in cui ha elencato i punti cardine del programma della presidenza slovena.

La Slovenia prende le redini del Consiglio dell’Ue dal Portogallo, in una situazione in cui naturalmente il fulcro dei lavori è la ripresa dalla pandemia. Perciò, gli sforzi principali della presidenza di Lubiana saranno volti alla rapida approvazione dei piani di ripresa nazionali e al consolidamento delle misure già concordate.

“Sul versante della ripresa ci sono ancora dei passi da compiere, ma le previsioni di crescita in Ue sono buone in questo periodo e la Slovenia sarà tra  i pionieri di questa spinta”, ha detto il premier Janša. “Le priorità di questo semestre si collocano principalmente sui temi della ripresa e resilienza”.

A livello di relazioni strategiche, Janša ha evidenziato la questione dei rapporti con Russia, Turchia, Cina e alleanza transatlantica, ma anche l’aiuto all’Africa subsahariana martoriata dalla povertà e dal terrorismo. Più di tutti, però è prioritario l’impegno con i Balcani occidentali, per i quali deve essere velocizzato il processo di integrazione.

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L’allargamento ai Balcani sarà il tema di due incontri nei prossimi sei mesi, uno dei quali riunirà i 27 leader dell’Ue con quelli dei Paesi della regione, allo scopo di procedere più speditamente verso l’integrazione. Janša ha criticato la reticenza di alcuni Stati membri a consentire l’accesso all’Ue a questa regione, riferendosi alla Francia che ha fermato i colloqui di adesione con Albania e Macedonia del Nord nel 2019, ma anche alla Bulgaria che continua a opporsi fermamente alla possibilità di vedere Skopje all’interno dell’Ue per questioni linguistiche e di storia comune.

Janša ha anche sottolineato l’importanza di una copertura vaccinale sufficiente per la popolazione europea, in modo da tornare alla vita normale in autunno, senza ulteriori chiusure. “Serve una campagna di sensibilizzazione anche attraverso le voci di figure conosciute come sportivi, artisti e personalità dello spettacolo per convincere i cittadini a sfruttare l’opportunità scientifica che i vaccini ci danno”, ha detto il premier sloveno.

Sullo stesso tema è intervenuta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha ribadito l’obiettivo di vaccinare almeno il 70% della popolazione dell’Ue, sempre facendo attenzione alla diffusione della variante Delta.

Inoltre, von der Leyen ha sottolineato il problema delle dosi di vaccino inutilizzate, che si stanno accumulando per via dello scetticismo delle persone e di una scarsa organizzazione delle campagne vaccinali.

Von der Leyen ha poi ricordato l’importanza del semestre sloveno per discutere delle risorse proprie dell’Ue, necessarie per finanziare gli oltre 800 miliardi di euro del Next Generation Eu. “La Commissione formulerà una proposta nelle prossime due settimane, e io confido che la presidenza slovena avvierà le discussioni in Consiglio il prima possibile”, ha detto la presidente.

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Stato di diritto e procura europea

Il primo ministro sloveno Janša è stato spesso al centro delle controversie negli ultimi mesi per le sue dichiarazioni aggressive contro i media indipendenti, oltre che per la decisione di tagliare i fondi all’agenzia di stampa statale Sta.

Questi comportamenti hanno sollevato il dubbio sul rispetto dello stato di diritto in Slovenia, tanto da portare a diverse visite da parte di eurodeputati per verificare la situazione. Janša, in conferenza, ha risposto a queste perplessità, sottolineando a sua volta l’importanza dello  stato di diritto per l’Ue.

Durante la plenaria del Parlamento europeo, Janša è stato messo sotto pressione dagli eurodeputati per la questione del rispetto dello stato di diritto e della libertà dei media. Gli attacchi sono arrivati da quasi tutto il fronte dei gruppi parlamentari, dalla sinistra ai popolari.

Il commissario europeo al Green Deal Frans Timmermans ha rifiutato di presenziare alle foto di rito con il premier Janša, dicendo che non avrebbe potuto “salire sullo stesso podio del primo ministro dopo i suoi inaccettabili attacchi e diffamazioni nei confronti di due giudici e due eurodeputati di S&D”.

L’attacco di Timmermans deriva da alcune foto che Janša avrebbe mostrato all’evento di presentazione della sua presidenza con i Commissari europei di giovedì 1° luglio, in cui mostrava alcuni giudici sloveni interagire con degli eurodeputati. Janša avrebbe poi accusato i magistrati di essere di parte.

Ha risposto anche alle domande sulla nomina dei procuratori aggiunti sloveni all’interno della nuova Eppo, la procura europea contro i reati finanziari. Lubiana deve infatti ancora nominare i suoi funzionari, nonostante le continue pressioni da parte dell’esecutivo Ue per completare il processo.

“La Slovenia non si ritirerà dalla Procura europea. Anzi, abbiamo riavviato la procedura con la nomina del nuovo ministro alla giustizia e ci aspettiamo di concludere l’iter entro l’autunno. È importante che tutti gli Stati aderiscano all’Eppo. In tanti si stanno concentrando sulle nomine slovene, ma ci si dovrebbe chiedere perché invece Svezia, Irlanda, Polonia, Danimarca non partecipino all’iniziativa”, ha dichiarato.

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