Porto Social summit, Draghi: “Questa non è l’Europa come dovrebbe essere”

Il primo ministro portoghese Antonio Costa con i colleghi Viktor Orban e Mario Draghi al summit di Porto.

Il presidente del Consiglio ha detto che il programma Sure di sostegno all’occupazione dovrebbe diventare strutturale.

“Da tempo l’Ue ha fatto del suo modello sociale un punto di orgoglio. Il sogno europeo è di garantire che nessuno venga lasciato indietro. Ma, già prima della pandemia, le nostre società e i nostri mercati del lavoro erano frammentati. Disuguaglianze generazionali, disuguaglianze di genere e disuguaglianze regionali. Questa non è l’Italia come dovrebbe essere, né l’Europa come dovrebbe essere”, ha detto  il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo al Social Summit di Porto nell’ambito di un panel dal titolo “Employment and jobs”. Per Draghi quello di Porto è il primo vertice Ue in presenza.

“Troppi Paesi dell’Ue hanno un mercato del lavoro a doppio binario, che avvantaggia i garantiti – in genere i lavoratori più anziani e maschi – a spese dei non garantiti, come le donne e i giovani. Mentre i cosiddetti garantiti sono meglio retribuiti e godono di una maggiore sicurezza del lavoro, i non garantiti soffrono un vita lavorativa precaria. Questo sistema è profondamente ingiusto e costituisce un ostacolo alla nostra capacità di crescere e di innovare”, ha continuato Draghi, secondo il quale il programma Sure di sostegno all’occupazione dovrebbe diventare strutturale. Sure scade a dicembre 2022. Italia, Francia e altri Paesi più colpiti dalla pandemia vogliono prolungarlo fino a renderlo strutturale, i cosiddetti frugali invece sono contrati.

Von der Leyen: “dobbiamo cambiare”

“Il mondo sta cambiando e anche noi dobbiamo cambiare. Come ha detto il celebre Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso introduttivo.

“Dobbiamo agire sul cambiamento climatico e voglia che l’Europa sia all’avanguardia nella transizione digitale, ma anche dare vita alla promessa sociale dell’Europa e questo ci ha portato oggi a Porto”, ha aggiunto. “Ora arriva un secondo passo importante, il Recovery: l’Europa fornirà un grande pacchetto di 750 miliardi di Next Generation Eu, ma dobbiamo assicurarci che l’aspetto sociale sia prioritario”.

Per il presidente del Parlamento europeo David Sassoli il vertice di Porto deve essere un punto di partenza verso una ripresa di segno sociale. “Credo che da oggi le nostre istituzioni debbano avviare un dialogo serrato su una agenda sociale rinnovata. Sulla base della nostra dichiarazione, delle risoluzioni del Parlamento europeo e del Piano di azione della Commissione, dovremo tutti impegnarci a fissare gli obiettivi concreti e dettagliati perché questi diritti diventino reali ed esigibili”, ha detto Sassoli. “Per non tornare indietro e per ridurre le disuguaglianze dovremo anche lavorare sui debiti contratti per proteggere i nostri cittadini in questi tempi di pandemia. Non vogliamo che i nostri cittadini più vulnerabili e fragili, le donne e i giovani, portino domani il peso della crisi”.