Politica di coesione, l’Ue declassa quattro regioni italiane nella classifica sullo sviluppo

La commissaria europea alla coesione Elisa Ferreira. [EPA-EFE/Francisco Seco POOL PHOTO]

Quattro regioni italiane sono retrocesse nella classificazione Ue sulla politica di coesione, che divide le zone in ‘più sviluppate’, ‘in transizione’ e ‘meno sviluppate’ per assegnare di conseguenza i fondi strutturali.

Rispetto al periodo 2014-2020, la Sardegna scende nella categoria delle regioni ‘meno sviluppate’, dove in Italia ci sono già stabilmente Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Invece, Molise, Marche e Umbria raggiungono l’Abruzzo nella categoria delle regioni ‘in transizione’.

Alcune fonti europee con conoscenza del dossier hanno detto che questo cambiamento di classificazione dovrebbe creare un senso di urgenza, in particolare nel rafforzamento della capacità amministrativa e di spesa dei fondi. La bocciatura di fatto porterà più risorse nelle casse di queste quattro regioni.

Il metodo di assegnazione dei fondi è cambiato e si basa principalmente sul Pil pro capite, però con l’aggiunta di criteri come la disoccupazione giovanile, il livello di istruzione, i cambiamenti climatici e l’accoglienza e integrazione dei migranti.

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Adottato il piano di sostegno regionale del bilancio Ue a lungo termine: c’è però delusione per la mancanza di sostegno ai progetti transfrontalieri e sul monitoraggio della spesa.

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I fondi di coesione in Italia

Nel periodo 2014-2020 all’Italia sono stati assegnati 46,4 miliardi di euro dall’Unione europea, di cui 33,7 miliardi destinati ai fondi strutturali. Il nostro Paese è il secondo beneficiario dopo la Polonia.

Nel periodo 2021-2027, l’Unione europea ha stanziato 373 miliardi di euro per il pacchetto di coesione, confermati dal voto del Parlamento europeo del 25 giugno. Il 1° luglio entra quindi in vigore la legislazione.

“Il pacchetto sulla politica di coesione combina strategia, impulso e metodo per permettere all’Europa una ripresa equa ed equilibrata sul piano territoriale e indirizzare le economie regionali verso una crescita adeguata alle esigenze future e basata sulla transizione verde e digitale”, ha detto la commissaria alla coesione Elisa Ferreira.

“I fondi di coesione sono parte integrante del pacchetto di strumenti Ue a sostegno degli Stati membri per un’Europa più forte e inclusiva”, ha detto il commissario al lavoro Nicolas Schmit. “Con il Fondo sociale europeo Plus investiremo sulle persone e aiuteremo i lavoratori a riqualificarsi”.