Politica agricola, la riforma è rimandata al 2023

I negoziatori del Consiglio e del Parlamento europei dopo aver raggiunto un accordo sul prolungamento delle attuali regole sulla PAC fino al 2023. [EP/DAINA LE LARDIC]

La Croazia ha portato a compimento il suo obiettivo di far terminare i regolamenti transitori della Politica agricola comune (Pac) sotto la sua sorveglianza, concludendo un accordo con il Parlamento europeo l’ultimo giorno della sua presidenza dell’Ue.

I negoziatori del Consiglio e del Parlamento hanno “sviluppato informalmente un’intesa comune” su un periodo interinale di due anni in cui le attuali regole della Pac saranno applicate prima dell’inizio del prossimo programma di sovvenzioni agricole dell’Ue.

Anche se provvisorio, il compromesso raggiunto coinvolge tutti gli aspetti essenziali del dossier transitorio della Pac, mentre rimangono aperte solo le questioni in sospeso legate al prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue.

I legislatori hanno resistito alle pressioni della Commissione europea, che aveva chiesto una transizione di un anno per colmare il divario tra l’attuale programma Pac e il prossimo.

EURACTIV.com ha appreso che la pressione sui legislatori è stata esercitata dalla direzione generale del Bilancio, che ritiene che una divisione biennale della Pac non si adatti bene al contesto della Next Generation Eu, il fondo di recupero di 750 miliardi di euro della Commissione per rispondere alle ricadute economiche della pandemia di coronavirus.

La legge transitoria garantirà la continuazione dei pagamenti diretti, così come il finanziamento di nuovi progetti nel programma di sviluppo rurale, anche in assenza di un accordo sulla riforma della Pac, che ha subìto una battuta d’arresto.

Tuttavia, l’entrata in vigore della Pac dopo il 2020 sarà rimandata al 2023.

“Prorogare le regole attuali per altri due anni dà la necessaria prevedibilità e certezza a tutti gli agricoltori di tutta Europa durante la crisi della Covid-19”, ha detto il ministro dell’Agricoltura croato Marija Vučković.

Assicurare un accordo sulle norme transitorie della Pac è stata una priorità chiave della presidenza croata e rappresenta un risultato notevole, dicono gli addetti ai lavori, considerando le circostanze eccezionali in cui hanno lavorato negli ultimi sei mesi.

Politica agricola, gli europarlamentari litigano sulla riforma della PAC

I parlamentari della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (AGRI) hanno reagito con rabbia nell’apprendere che i loro colleghi della Commissione Ambiente (ENVI) avevano deciso di interrompere la cooperazione sul dossier della Politica Agricola Comune (PAC) post-2020.

In una lettera vista da …

Il relatore del Parlamento sul dossier, la liberale finlandese Elsi Katainen, ha affermato che il compromesso darà agli agricoltori fiducia nella pianificazione del futuro per i prossimi due anni.

“Dà agli Stati membri dell’Ue ulteriori strumenti per aiutare i loro agricoltori ad affrontare gli effetti della crisi Covid-19”, ha aggiunto.

La chiusura dell’accordo prima della fine della presidenza croata è stato un passo importante, secondo il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo (Agri), il cristiano-democratico tedesco Norbert Lins.

“Per concludere questo accordo e per accelerare il nostro lavoro sulla riforma della Pac per il dopo 2022 abbiamo bisogno di un accordo sul futuro bilancio a lungo termine dell’Ue”, ha aggiunto, invitando gli Stati membri a trovare una posizione fattibile sul Quadro finanziario pluriennale del blocco.

A marzo, la Corte dei conti europea (Cce) ha messo in guardia contro il rischio di un lungo periodo di transizione, che potrebbe ritardare l’ambizione della Commissione di rendere il settore agricolo più sostenibile dal punto di vista ambientale.