Politica agricola, Parlamento e Consiglio Ue ai ferri corti: la trattativa continua a giugno

I negoziatori del Parlamento e la ministra dell'agricoltura portoghese do Céu Antunesl in un intenso confronto sulla riforma della Pac. [PE/ROGE]

Quattro giorni di confronto teso hanno prodotto solo disaccordo tra le parti: al centro della contesa gli “eco-regimi”, bonus concessi agli agricoltori che partecipano a impegnativi programmi ambientali. Decisivo il vertice informale in Portogallo della prossima settimana. 

Sembrava fatta, i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue avrebbero dovuto siglare un accordo sulla riforma della Pac in un trilogo finale, con la Commissione europea (tenutosi il martedì 25 e mercoledì 26 maggio) ma tutto è saltato. Doveva essere l’ultima fase dei colloqui sul futuro della politica agricola, ma poiché sono rimasti infruttuosi, nella serata di giovedì, la presidenza di turno dell’Ue detenuta dal Portogallo ha presentato una proposta di compromesso nel tentativo di superare l’impasse.

Il “pacchetto” ha affrontato quasi tutte le questioni in sospeso, tra cui l’isolamento dei cosiddetti eco-schemi, vale a dire la percentuale dei pagamenti diretti che sarà destinata a pratiche agricole ecocompatibili. Il Consiglio aveva proposto il 20% di eco-schemi, mentre il Parlamento ha alzato l’asticella ad un ambizioso 30% e una cifra complessiva di bilancio da 58,7 miliardi di euro.

Il ministro portoghese Maria do Céu Antunes ha proposto al Parlamento di incontrarsi a metà strada, aumentando fino al 25% gli eco-schemi per l’intera durata del programma; cosa che, inizialmente, era stata accolta con favore dagli eurodeputati.

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Tuttavia, i negoziatori del Parlamento si sono insospettiti per un dettaglio nella proposta del Consiglio: una soglia del 18% per trasferire i fondi inutilizzati al di sopra del limite ad altri pagamenti. I parlamentari Ue però hanno bocciato la proposta, rilanciando con un aumento della soglia al 22% nel 2023 e al 23% nel 2024. Controproposta respinta dal Consiglio.

Il rimbalzo delle colpe

I negoziati quindi si sono arenati nuovamente. “Il Consiglio si rifiuta di affrontare la realtà che questa Pac deve essere trasformativa e deve cambiare rotta o nessun accordo sarà possibile – ha detto il deputato di sinistra del Gue/Ngl, Luke ‘Ming’ Flanagan, ad Euractiv.com dopo i colloqui -. O prendiamo sul serio la sostenibilità ora o l’umanità ne pagherà il prezzo per sempre”.

Difendendo la posizione del Consiglio, il ministro portoghese, durante una conferenza stampa tenutasi venerdì pomeriggio, ha dichiarato che “in ogni negoziazione, ogni parte deve fare concessioni, ed è quello che abbiamo fatto”.

Secondo la ministra dell’Agricoltura tedesca, Julia Klöckner, eccessive richiesta sulla protezione del clima e dell’ambiente renderanno la riforma impossibile da attuare. “Non si tratta di una rivoluzione, si tratta di una riforma che prende tutti a bordo e garantisce il nostro approvvigionamento alimentare”, ha aggiunto l’esponente di governo.

I prossimi passi

“Alla fine, anche se sono stati fatti progressi in diverse aree, alcune questioni chiave sono rimaste in sospeso – si apprende dal riassunto della riunione del Consiglio Agrifish -. È stato quindi deciso di rimandare i colloqui alla prossima riunione dei ministri dell’agricoltura e della pesca a giugno”.

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Sottolineando che non vuole soffermarsi sugli errori del passato, la ministra dell’Agricoltura portoghese, Maria do Céu Antunes, ha detto che i negoziatori “continueranno a lavorare con grande impegno”, aggiungendo che comincerà un’immediata pianificazione per stabilire gli obiettivi dei prossimi giorni.

Critiche alla Commissione

Durante i colloqui, il Parlamento ha accusato la Commissione europea di non essere incisiva, mentre il presidente della commissione parlamentare Agricoltura, l’eurodeputato tedesco Norbert Lins, del Ppe, ha sottolineato che da parte del Consiglio “c’è una mancanza di certezza in termini di pianificazione”.

“Per quanto mi riguarda, penso che il ruolo della Commissione sia stato molto in linea con quello che la Commissione voleva e vuole ottenere”, ha detto il commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski sottolineando che, a volte, la Commissione era più vicina a ciò che l’assemblea europea proponeva semplicemente perché “il Parlamento era più vicino alle proposte dell’esecutivo”.

“Non è facile comunicare intensamente faccia a faccia perché tutto sta accadendo virtualmente, niente sostituisce il contatto diretto – ha aggiunto Wojciechowski -. E questo è qualcosa che mi dispiace molto”.

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“Se non avessimo avuto la pandemia, sarei stato in grado di fare visite in tutti gli Stati membri e sarei stato in grado di impegnarmi con i ministri e le organizzazioni agricole”, ha continuato il commissario.

I prossimi passaggi

Il vicepresidente della commissione Agricoltura al Parlamento europeo Paolo De Castro, esponente S&D, in una dichiarazione di lunedì 31 maggio sostiene che “già nelle prossime ore ci saranno iniziative italiane, francesi e spagnole per cercare di sfruttare la finestra del consiglio informale che si riunisce in Portogallo la prossima settimana, per arrivare poi in Lussemburgo convocando un super trilogo finale che possa dare certezza ai nostri agricoltori e un orizzonte alla Pac fino al 2027″.

De Castro è intervenuto durante un convegno di settore organizzato dalla Regione Emilia-Romagna dove era presente anche il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. “Credo che non ci sia alternativa al trovare una soluzione”, ha detto l’esponente del governo Draghi confidando, anch’egli, in una rapida conclusione delle trattative.