Politica agricola, gli europarlamentari litigano sulla riforma della PAC

Una sessione della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. [EPA/JULIEN WARNAND]

I parlamentari della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (AGRI) hanno reagito con rabbia nell’apprendere che i loro colleghi della Commissione Ambiente (ENVI) avevano deciso di interrompere la cooperazione sul dossier della Politica Agricola Comune (PAC) post-2020.

In una lettera vista da EURACTIV.com, il presidente dell’ENVI Pascal Canfin ha comunicato al suo omologo dell’AGRI, l’eurodeputato tedesco Norbert Lins, che la sua commissione ha deciso di non lavorare insieme al regolamento sui piani strategici, uno dei tre elementi legislativi della riforma della PAC.

Questo dossier è cruciale in quanto contiene le disposizioni sul nuovo modello di attuazione della PAC, comprese quelle che mirano ad aumentare il livello di ambizione dell’UE per quanto riguarda gli obiettivi ambientali e climatici nel settore agricolo.

La decisione di ritirare i relatori ombra dell’ENVI dai colloqui è stata presa mercoledì (10 giugno) dai coordinatori dei gruppi della commissione, che hanno ritenuto incolmabile la distanza con le posizioni dell’AGRI, in particolare sugli articoli relativi alla cosiddetta “Architettura verde” della PAC.

“L’attuale struttura di lavoro si arresta, sia a livello tecnico che politico, con effetto immediato”, si legge nella lettera.

Secondo i coordinatori dell’ENVI, gli emendamenti di compromesso sulla PAC, prima del voto finale in plenaria del Parlamento europeo, dovrebbero essere approvati dai gruppi politici, indipendentemente dalla commissione di cui fanno parte.

La resa dei conti sulla riforma della PAC dopo il 2020 dovrebbe arrivare in plenaria dopo la pausa estiva, ma questa decisione potrebbe rallentare ulteriormente il processo.

Nei mesi scorsi le due Commissioni si sono scontrate in diverse occasioni, ad esempio quando l’AGRI ha dato il via libera a Janusz Wojciechowski come Commissario per l’agricoltura, mentre tutti i coordinatori dell’ENVI hanno votato contro il candidato polacco.

Nella lettera, Canfin ha anche informato i colleghi del comitato per l’agricoltura che i coordinatori dell’ENVI hanno accettato di condividere la competenza sulla strategia Farm to Fork (F2F), la nuova politica alimentare dell’UE.

Nonostante quest’ultimo ramo d’ulivo, durante la sessione mensile dell’AGRI di giovedì (11 giugno) gli eurodeputati hanno espresso sorpresa e preoccupazione per la decisione ENVI e hanno espresso il loro sostegno per il proseguimento dei negoziati sulla PAC.

Il coordinatore del PPE Herbert Dorfmann ha manifestato la sua sorpresa per la decisione, affermando che, dai feedback che aveva ricevuto dai relatori, aveva intuito che le cose stessero funzionando bene. Ha aggiunto che le discussioni con l’ENVI si sono svolte per “mesi” e che, in quanto tale, l’accordo deve rimanere valido.

“Non possiamo permettere che tutto questo ricominci di nuovo e se specifici gruppi politici hanno divisioni interne e vogliono fermare l’intero processo, allora non è necessariamente un nostro problema”, ha detto, sottolineando che, nonostante l’accaduto, bisogna mantenere la rotta.

Allo stesso modo, Ulrike Müller, la coordinatrice del Comitato AGRI per Renew Europe, ha affermato che le due Commissioni avevano imboccato la “strada giusta” e che “tutti stavano lavorando per l’interesse degli agricoltori europei”, aggiungendo che non ha accettato la decisione e vorrebbe che le trattative continuassero.

Infine, l’eurodeputato socialista Paolo De Castro ha sottolineato l’importanza di proseguire il dialogo, aggiungendo di non vedere alcuna ragione per cui debbano andare tutti per la loro strada e spera che si possa continuare secondo uno “spirito di cooperazione”.