Politica agricola e Green deal: la nuova riforma accende lo scontro tra le istituzioni Ue

epa08813136 Il Ministro tedesco dell'alimentazione e dell'agricoltura Julia Kloeckner durante una conferenza stampa per presentare la terza relazione del governo federale sullo sviluppo delle aree rurali presso il Ministero federale dell'alimentazione e dell'agricoltura a Berlino, Germania, 11 novembre 2020. EPA-EFE/HAYOUNG JEON

Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans nei giorni scorsi aveva minacciato di far saltare il tavolo, se gli obiettivi non fossero stati allineati al Green Deal, suscitando proteste da parte degli Stati membri e di una parte degli eurodeputati. La Commissione europea in seguito ha chiarito di non avere nessuna intenzione di ritirare la proposta di riforma del programma di sostegno all’agricoltura.

La riforma della Politica agricola comune (Pac) è attualmente oggetto di negoziati interistituzionali tra gli Stati membri e il Parlamento europeo. Pur partecipando alle trattative nel ruolo di mero facilitatore, la Commissione può utilizzare la minaccia di ritirare la sua proposta iniziale come ultima risorsa per influenzare i colloqui.

In un’intervista alla TV olandese RTL Nieuws, Timmermans ha accennato a questa possibilità, nel caso in cui l’accordo finale non fosse in linea con gli obiettivi della politica ambientale dell’Ue, l’European Green Deal.

Gli Stati membri hanno reagito con sorpresa e irritazione ai commenti di Timmermans e hanno sollevato la questione, nonostante non fosse all’ordine del giorno, durante il Consiglio mensile tra i ministri di agricoltura e pesca, riunitosi il 16 novembre.

Il ministro dell’agricoltura tedesco Julia Klöckner, che attualmente detiene la presidenza di turno del Consiglio Agrifish, non ha usato mezzi termini, definendo la prospettiva avanzata dal vicepresidente una minaccia che ha “profondamente turbato” tutti i 27 Stati membri.

Ha affermato che la suggestione di Timmermans, secondo cui questa proposta di Pac è in qualche modo un passo indietro, è “una sciocchezza assoluta”, sottolineando che non lo accetterà.

“Abbiamo bisogno di un alto livello di protezione ambientale e non vogliamo vederlo a rischio”, ha detto Klöckner in conferenza stampa, sottolineando che non servirà a nulla mettere da parte questa proposta.

Puntualizzando che la proposta dei ministri dell’agricoltura è per certi versi più ambiziosa di quella della Commissione, Klöckner ha affermato che è sbagliato pensare che i ministri siano disposti a minare lo status quo, e ha chiesto che “l’onestà intellettuale rimanga intatta”.

In un dibattito sulla politica alimentare dell’Ue, la strategia “Farm to Fork” (F2F), le delegazioni di diversi Stati membri hanno chiesto ulteriori chiarimenti alla rappresentante della Commissione, il Commissario Stella Kyriakides.

“Non stiamo considerando il ritiro del ritiro della Pac”, ha detto Kyriakides ai ministri, aggiungendo che da quando il Parlamento e il Consiglio hanno preso posizione, la priorità è ora di lavorare insieme per una nuova politica agricola.

Di fronte alla richiesta di Euractiv di chiarire se il ritiro è ancora un’opzione per la Commissione, il commissario per l’agricoltura Janusz Wojciechowski ha cercato di porre fine a tutte le speculazioni.

“Ho un chiaro mandato per portare a termine questo dossier della Pac, fa parte della mia missione […] e non stiamo considerando alcuna alternativa”, ha risposto.

Il ministro tedesco Klöckner ha detto che scriverà al vicepresidente Timmermans e gli darà il parere della presidenza del Consiglio dell’Unione sulla questione, sottolineando che, tuttavia, sminuire i compromessi istituzionali, non prendendoli sul serio, “è una cattiva notizia per qualsiasi accordo futuro”.

Le parole di Timmermans hanno provocato un putiferio nel Parlamento europeo e i rappresentanti del Partito popolare europeo (PPE) hanno espresso le loro preoccupazioni in una lettera alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, a sua volta affiliata del PPE.

Nella lettera, esaminata da Euractiv, cinque importanti deputati cristiano-democratici hanno giudicato il commento di Timmermans “inaccettabile in quanto non rispettoso delle decisioni prese dai colegislatori”.

Nella lettera si afferma anche che il ruolo della Commissione deve essere quello di facilitare un accordo tra le parti e non di portare avanti le proprie priorità politiche, e si aggiunge che le opinioni individuali dei commissari del Collegio, per quanto recepite con attenzione, non devono compromettere un’efficace cooperazione interistituzionale.

Il Parlamento europeo discuterà la questione durante la riunione della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) giovedì 19 novembre.