Politica agricola comune, la riforma supera il primo ostacolo parlamentare

Una lavoratrice nel settore agricolo EPA-EFE/NEIL HALL

Gli europarlamentari hanno dato il loro via libera ad un accordo provvisorio sulla controversa riforma della Politica agricola comune, il primo scoglio prima dell’approvazione parlamentare finale, prevista per novembre.

L’accordo provvisorio sulla politica agricola dell’Unione europea, concordato informalmente a giugno dall’allora detentore della presidenza di turno dell’Ue, il Portogallo), insieme ai negoziatori del Parlamento, è stato approvato dalla commissione agricoltura del Parlamento (Agri) giovedì 9 settembre.

L’accordo, che entrerà in vigore nel 2023, richiede ora l’approvazione dell’intera camera, che è prevista durante la seconda sessione plenaria di novembre a Strasburgo, anche se la data è ancora da confermare.

In una dichiarazione, il Parlamento ha detto che votando a favore della riforma presentata, i deputati hanno assicurato che “preservare e rafforzare la biodiversità nell’Ue e rispettare gli impegni dell’Unione europea nell’ambito dell’accordo di Parigi diventerà uno degli obiettivi della futura politica agricola dell’Ue”. La notizia è stata accolta con favore da molte parti interessate, che hanno visto il primo semaforo verde come un passo nella giusta direzione per il futuro del settore agroalimentare.

Il gruppo del Ppe ha celebrato la “grande” notizia su Twitter, dicendo che la Pac porterà “certezza agli agricoltori”, mentre il relatore Peter Jahr ha sostenuto che è “nell’interesse degli agricoltori e della politica agricola”.

“Questa riforma è più nell’interesse della società rispetto alla precedente riforma della Pac”, ha sottolineato durante il dibattito pre-voto, descrivendola come abbastanza flessibile da reagire alle nuove sfide della società e allo stesso tempo essere pratica per gli agricoltori.

Nel frattempo, il segretario generale dell’associazione degli agricoltori europei Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha detto che il risultato del voto ha dimostrato che i membri della commissione comprendono la necessità di una “decisione rapida” per gli agricoltori.

Pac, l'accordo getta le basi per il pilastro 'sociale' della politica agricola europea

L’accordo di riforma della politica agricola comune (PAC) per il periodo post-2020, firmato a giugno, ha introdotto un nuovo concetto di dimensione sociale che ha il potenziale per costruire nel prossimo futuro un terzo “pilastro” del programma di sussidi agricoli …

“Questo è un passo positivo nella conclusione di queste lunghe discussioni, che permetterebbe agli stati membri di finalizzare i loro piani strategici nazionali della Pac e agli agricoltori di pianificare il futuro con più certezza”, ha detto. Tuttavia, altri sono stati meno entusiasti del risultato, invitando i deputati a mobilitarsi contro l’accordo quando si arriverà al momento cruciale a novembre.

Il deputato verde Francisco Guerreiro ha detto che approvando l’accordo i principali partiti parlamentari “si sono uniti ancora una volta per perpetuare la crisi climatica”. “Noi [il partito dei Verdi] siamo dalla parte giusta della storia e abbiamo votato contro”, ha detto. Molti dei suoi detrattori stanno ora chiedendo che l’accordo finale della PAC sia votato a novembre.

Descrivendo la politica come incoerente con il Green Deal dell’Ue e i suoi obiettivi climatici, la deputata verde Tilly Metz ha definito il risultato “una grande sconfitta”, ma ha aggiunto che la “lotta non è finita”. “Per proteggere gli agricoltori, la biodiversità e l’ambiente, dobbiamo votare contro questa Pac”, ha detto.

Questo sentimento è stato ripreso dai gruppi della campagna Greenpeace, che ha accusato il nuovo accordo di mantenere lo status quo, e Good Food Good Farming, che fa pressione per una transizione radicale delle politiche alimentari e agricole dell’Ue, che ha definito il risultato “vergognoso”.

“La nuova Pac ignora le prove scientifiche dei danni dell’agricoltura industriale”, ha detto Greenpeace, sottolineando che la commissione Agri del Parlamento conta tra i suoi membri “molti politici che beneficiano finanziariamente di questa politica”. “I politici che ricevono i sussidi agricoli dell’Ue non dovrebbero essere coinvolti nella definizione delle regole per questi sussidi”, hanno criticato.

Tuttavia, altri hanno avvertito che bloccare l’accordo sarebbe stato controproducente. Reagendo alle richieste del deputato verde Benoît Biteau di votare contro la Pac, il deputato francese Jérémy Decerle ha sottolineato che una sconfitta a questo punto significherebbe “mantenere l’attuale Pac per qualche altro anno”. “Bisogna saper andare avanti anche quando il percorso non è esattamente quello che si sperava, altrimenti si può parlare e parlare, ma si resta fermi”, ha detto.