Politica agricola, Bruxelles boccia il piano presentato dall’Italia: “Non è sufficiente”

“L’attuale crisi internazionale congiunturale può determinare in un’azienda agricola su dieci l’incapacità di far fronte alle spese dirette necessarie a realizzare un processo produttivo”, afferma un report del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria. [EPA-EFE/CAROLINE BLUMBERG]

Il piano strategico italiano, nella sua forma attuale, non è “sufficiente”. La Commissione Ue nelle sue osservazioni rileva che numerosi elementi sono mancanti, incompleti o incoerenti. Il governo avrà tempo fino al 30 giugno per fornire una risposta.

“Non è pertanto possibile effettuare una valutazione approfondita della coerenza tra l’analisi Swot (uno degli strumenti di pianificazione attraverso cui le aziende possono preventivamente tener conto dei punti di forza, delle debolezze e delle opportunità di un dato progetto, ndr)”, scrive l’esecutivo nelle osservazioni che ha inviato all’Italia in merito al Piano strategico nazionale sulla Pac 2023-2027, presentato a Bruxelles il 31 dicembre 2021.

“In assenza di target finali quantificati per gli indicatori di risultato, non è possibile valutare l’adeguatezza e il livello di ambizione della logica di intervento proposta per ciascun obiettivo specifico”, continua la Commissione. “Analogamente, le incoerenze nelle informazioni finanziarie (descrizione degli interventi e tabelle finanziarie) rendono particolarmente difficile valutare il rispetto dei massimali e delle dotazioni”. In sostanza Bruxelles ha bocciato il piano italiano, rinviandolo al mittente con l’invito “a compilare adeguatamente tutte le sezioni e gli elementi del piano vuoti o incompleti”.

Ridurre l’uso degli imput

Per quel che riguarda la sostenibilità economica del settore agricolo, la Commissione accoglie con favore l’approccio dell’Italia alla gestione del rischio, che fornisce un’ulteriore rete di sicurezza al sostegno di base della Pac. Tuttavia esorta il governo “ad adottare ulteriori misure per ridurre l’uso degli input stimolando l’agricoltura di precisione, l’efficienza energetica e la transizione dalla fertilizzazione minerale a quella organica. Tali azioni apportano il triplice vantaggio di mantenere la capacità produttiva, ridurre i costi e migliorare l’impatto ambientale e climatico dell’agricoltura”, si legge nelle osservazioni.

Lavoro irregolare nei campi

Un altro punto su cui si concentrano le osservazioni di Bruxelles è quello dello sfruttamento della manodopera agricola. “Considerato il tasso molto elevato di irregolarità (oltre il 55 %) riscontrato nel settore agricolo italiano in questo campo, è essenziale affrontare la questione per garantire la stabilità economica, la competitività e la sostenibilità sociale delle aziende agricole italiane. Per gli stessi motivi la Commissione accoglierebbe con favore un’applicazione efficace della condizionalità sociale sin dall’inizio dell’attuazione del piano”, spiega l’esecutivo Ue.

Obiettivi ambientali poco ambiziosi

Anch sul fronte del rafforzamento della tutela dell’ambiente il piano presentato dall’Italia risulta inadeguato. “Sulla base del suo contenuto parziale disponibile –  scrive la Commissione – è probabile che il piano proposto non contribuisca in modo sufficiente ed efficace a questo obiettivo generale, in particolare per quanto riguarda l’acqua, l’aria, i nutrienti e la biodiversità nei terreni agricoli e nelle foreste, nonché la riduzione delle emissioni”.

Il Piano strategico italiano, secondo Bruxelles, non “contiene elementi sufficienti per accertarne la maggiore ambizione ambientale e climatica rispetto all’attuale periodo di programmazione . Gli obiettivi per gli indicatori di risultato non sono quantificati e diversi interventi sembrano mostrare continuità con il passato in termini di progettazione e budget”. La lettera invita quindi il nostro Paese “a dimostrare meglio” l’ambizione degli interventi pianificati per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici concordati a livello Ue.

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