Pnrr: oltre 3,2 miliardi per infrastrutture idriche, Zone economiche speciali e piste ciclabili

Due miliardi di euro per le infrastrutture idriche e i sistemi di approvvigionamento, 630 milioni per le Zone economiche speciali (Zes), 600 milioni per piste ciclabili urbane e turistiche.

Sono queste le misure previste dagli schemi di decreto del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, che nei giorni scorsi hanno ottenuto il via libera della Conferenza Unificata.

“Con le intese raggiunte, il ministero ha quasi completato la ripartizione delle risorse del Pnrr e del Piano complementare di propria competenza. Un risultato ottenuto in tempi molto brevi grazie all’efficace collaborazione delle Regioni e degli Enti territoriali”, ha dichiarato il ministro Enrico Giovannini. “A metà dicembre contiamo di chiudere l’operazione di allocazione dei fondi. Parallelamente, siamo impegnati a supportare gli enti attuatori nella realizzazione dei progetti. A tale scopo abbiamo creato la Pnrr Academy per formare il personale delle stazioni appaltanti e abbiamo attivato, insieme a Sogei, un innovativo sistema di monitoraggio per seguire l’intero iter degli atti amministrativi di competenza dei soggetti attuatori, così da anticipare e risolvere rapidamente eventuali criticità”.

Infrastrutture idriche

Oltre 2 miliardi di euro, di cui 900 milioni di fondi del Pnrr aggiuntivi e 1,1 miliardi di risorse a legislazione vigente, andranno a finanziare 124 interventi per rafforzare l’approvvigionamento idrico. Il 40% degli investimenti è destinato alle Regioni del Sud e comprendono opere per completare le infrastrutture per la derivazione, l’accumulo e l’adduzione dell’acqua. La timeline del ministero prevede che i lavori vengano aggiudicati entro il 30 settembre 2023 e completati entro il 31 marzo 2026.

Le Zone economiche speciali

Altri 630 milioni di euro saranno ripartiti tra le Zone economiche speciali (Zes) per realizzare interventi volti a favorire la competitività e lo sviluppo economico di tali aree. In Italia le Zes sono nate con il Decreto legge 91/2017 che le definisce come “una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un’area portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento Ue n. 1315 dell’11 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T)”. Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno in queste zone  possono beneficiare di condizioni speciali.

Le risorse saranno destinate alla realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario o stradale per rendere più efficienti i collegamenti tra le aree portuali e industriali e la rete di trasporto principale, la digitalizzazione e il potenziamento della logistica delle Zes, l’efficientamento energetico e ambientale nelle aree retroportuali e in quelle industriali appartenenti e il potenziamento della sicurezza dell’infrastruttura per l’accesso ai porti.

Per rispettare i termini previsti dal Pnrr, i lavori dovranno iniziare entro il 31 dicembre 2023 e essere conclusi entro il 30 giugno 2026. I 630 milioni sono stati così suddivisi: alla Zes Abruzzo sono stati assegnati 62,9 milioni di euro, alla Zes Campania 136 milioni, alla Zes Adriatica 83 milioni, alla Zes Ionica 108,1 milioni, alla Zes Calabria 111,7 milioni, alla Zes Sicilia orientale 61,4 milioni, alla Zes Sicilia Occidentale 56,8 milioni e alla Zes Sardegna, di imminente istituzione, 10 milioni.

Piste ciclabili

Altri 150 milioni di euro del Pnrr saranno destinati alla mobilità ciclistica. La cifra si aggiunge ai 50 milioni stanziati per progetti già in corso. Il 50% delle risorse è destinato al Mezzogiorno. L’obiettivo è realizzare almeno 565 chilometri aggiuntivi di piste ciclabili urbane e metropolitane che collegano le stazioni ferroviarie agli atenei. I finanziamenti andranno alle 45 città con popolazione superiore ai 50.000 abitanti e sedi di università con oltre 5.000 studenti iscritti. I Comuni dovranno realizzare almeno 200 chilometri aggiuntivi di piste ciclabili entro il 31 dicembre 2023 e ulteriori 365 chilometri entro il 30 giugno 2026. Per accedere al finanziamento, i Comuni devono inviare la propria manifestazione di interesse alla Direzione generale per il trasporto pubblico locale e regionale e la mobilità sostenibili del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili entro 20 giorni dalla registrazione del decreto.

Altre risorse saranno destinate ai percorsi ciclo-turistici. Anche in questo caso il 50% delle risorse è destinato al Mezzogiorno. L’obiettivo è realizzare altri 1.235 chilometri di piste ciclabili turistiche entro giugno 2026. In particolare, 51 milioni vengono assegnati alla ciclovia Vento (Venezia-Torino), 22,5 milioni alla ciclovia Sole (Verona-Firenze), 14 milioni alla ciclovia Grab (Grande Raccordo Anulare delle biciclette di Roma), 39,5 milioni alla ciclovia dell’Acquedotto pugliese (da Caposele in provincia di Avellino a Santa Maria di Leuca in provincia di Lecce attraverso la Campania, la Basilicata e la Puglia), 74 milioni a quella Adriatica, 44,5 milioni alla Tirrenica, 30 milioni alla ciclovia del Garda, 33 milioni alla ciclovia della Sardegna, 61,5 milioni alla ciclovia Magna Grecia (Basilicata-Calabria-Sicilia) e 30 milioni alla ciclovia Trieste-Lignano-Sabbiadoro-Venezia.

Commissione Europea

Con il sostegno del Parlamento Europeo