PNRR, l’importanza dei partenariati pubblico-privati per la realizzazione dei progetti

Dal 2002 al 2019 i bandi per progetti di partenariato pubblico-privato sono stati 30 mila, con 40 miliardi di euro attivati. [Etienne Girardet - Unsplash]

La realizzazione dei progetti del PNRR ha un alleato affidabile e vincente nei partenariati pubblico-privato (PPP), per le quali la presidenza del Consiglio offre un servizio di assistenza gratuita destinato a tutte le amministrazioni pubbliche interessate, come è stato messo in luce  venerdì 17 giugno a Roma nel corso di un dibattito nell’ambito del Forum della Pubblica amministrazione 2022.

“È importante rendere tutti informati che i progetti di partenariato pubblico-privato costituiscono la gran parte di quelli del PNRR, ma sono validi anche al di fuori di esso”, ha spiegato il capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe) della presidenza del Consiglio, Marco Leonardi: “il parrtenariato – ha aggiunto – ha molti aspetti positivi per l’interazione tra settore pubblico e privato, ed è per questo che il Dipe supporta le amministrazioni che vogliono instaurare questo tipo di accordi”.

Per Stefano Scalera, dirigente del ministero dell’Economia, “occorre che le pubbliche amministrazioni usino questo strumento, conosciuto da tempo, per passare dal ruolo di mero committente a quello di partner, con obiettivi condivisi, progetti comuni e rischi e oneri ben definiti e supportati da finanziamenti adatti. Oggi bisogna raccogliere la sfida dell’innovazione e dell’adozione di procedure nuove per accrescere l’efficacia e l’efficienza dei progetti”.

Sotto l’acronimo PPP, ha spiegato, “si nascondono diverse cose, per qui questo strumento va analizzato caso per caso. Per questo molti enti pubblici come l’Autorità anticorruzione (Anac), la Cassa depositi e prestiti, la Ragioneria generale dello Stato, hanno pensato di offrire un supporto attivo agli enti locali con contratti tipo, modelli di soluzioni eccetera”.

Dal 2002 al 2019, ha affermato invece il sindaco di Novara e presidente dell’associazione Ifel (Istituto per la finanza e l’economia locali) dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), Alessandro Canelli, “i bandi per progetti di partenariato pubblico-privato sono stati 30 mila, con 40 miliardi di euro attivati. C’è stata un’interruzione nel 2020, ma ora si sta riprendendo”.

Il punto fondamentale, ha aggiunto, è “spiegare agli amministratori locali quali sono i vantaggi di questi modelli per la programmazione delle opere pubbliche. Ovvero la loro velocizzazione, l’innovazione e il fatto di non pensare solo alla loro costruzione, ma anche alla gestione successiva. Se c’è problema per gli enti locali nel nostro Paese è la tensione delle opere sulle spese correnti. Il PPP può aiutare a minimizzare l’impatto sul bilancio del finanziamento delle opere pubbliche”.

Secondo Canelli, i PPP non hanno un modello unico: possono essere “collaborazioni con aziende private, associazioni, organizzazioni no profit eccetera, che poi si prendono cura dei beni e delle realizzazioni. Il PPP non è un diavolo ma una grandissima opportunità per gli enti locali: bisogna saperlo fare bene, minimizzando i rischi per gli enti pubblici e avvalendosi delle competenze migliori. Su questo dobbiamo battere, per formare adeguatamente i funzionari che servono”.

In questo settore, ha concluso il dirigente del Dipe Remo Chiodi, “sono tanti gli enti coinvolti e quindi ci sono diversi aspetti da considerare. Questo è il lavoro del Dipartimento, che offre supporto agli enti locali e modelli di PPP con un servizio di assistenza gratuita su tutti gli aspetti di un progetto di partenariato e in tutte le sue fasi, dalla programmazione alla gestione. Si tratta di un servizio che fornisce pareri non vincolanti, quindi poi le amministrazioni possono decidere in autonomia come andare avanti, che nel 2021 ha visto un aumento delle richieste  soprattutto nelle regioni del Nord e nel Lazio”.

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