Pnrr: assegnati 2,8 miliardi per periferie, case popolari ed edifici pubblici. Ecco i progetti

Il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno. Otto interventi sono classificati come “progetti pilota” e riguardano Bari, Messina, Lamezia Terme, Milano, Brescia, Genova e Ascoli Piceno.

Da Milano a Bari, da Ascoli Piceno a Lamezia Terme. Riqualificazione dell’edilizia popolare, sicurezza di spazi e luoghi degradati, spazi pubblici da rilanciare o riconvertire. Sono alcuni degli obiettivi dei 159 progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica che riceveranno 2,8 miliardi di finanziamenti dal Pnrr, nell’ambito del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PinQua). Il 40% dei fondi andrà al Mezzogiorno.

Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, il 7 ottobre ha firmato il decreto per l’assegnazione 2,8 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e circa 20 milioni derivanti da residui 2019 e 2020 . Gli interventi sono finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, a rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani e a migliorare i luoghi degradati delle periferie.

“Le persone sono al centro del Pnrr e il finanziamento di questi progetti segna un punto di svolta nelle politiche per la rigenerazione urbana su tutto il territorio nazionale, al fine di migliorare in modo significativo il benessere e l’inclusione sociale”, ha sottolineato Giovannini. “Le risorse del Piano consentono di rigenerare, attraverso progetti di qualità, il tessuto urbano in un’ottica di sostenibilità non solo economica e sociale, ma anche ambientale, evitando ulteriore consumo di suolo nel rispetto del principio europeo del Do not significant harm”.

Le tempistiche

“Gli interventi ammessi al finanziamento dovranno essere realizzati e resi fruibili entro il 31 marzo 2026, una scadenza più ravvicinata rispetto a quella stabilita originariamente”, evidenzia il ministero in un comunicato. Gli enti beneficiari dovranno trasmettere al ministero, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, il cronoprogramma dei singoli progetti rimodulato sulla nuova scadenza per confermare la volontà di aderire al programma.

I progetti pilota

Tra i 159 interventi ammessi in graduatoria, 8 sono classificati come “progetti pilota” ad alto rendimento e riguardano Bari, Messina, Lamezia Terme, Milano, Brescia, Genova e Ascoli Piceno. Tra questi c’è il progetto di riorganizzazione dell’area in prossimità della stazione ferroviaria di Bari come cerniera di congiunzione tra il centro storico e l’area urbana moderna. E quello per il risanamento di aree periferiche della città di Messina attraverso la demolizione di vecchie abitazioni e la riqualificazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale.

In Calabria, invece, il progetto pilota “Lamezia Spazio-Generazione 2021” punta a contrastare il fenomeno dello spopolamento di alcuni quartieri recuperando abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà e migliorando la fruibilità di spazi e servizi sociali.

A Milano sono previsti una serie interventi di riqualificazione e riorganizzazione dell’edilizia residenziale sociale di quartieri periferici. Nelle Marche il progetto per il centro storico di Ascoli Piceno mira a ridurre il disagio abitativo adottando una strategia integrata per migliorare la qualità dell’abitare e l’inclusione sociale. E ancora in Molise sono previsti interventi per la funzionalità e la rigenerazione di aree degradate soprattutto a Campobasso e in provincia.

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