Pnrr, a che punto siamo? Raggiunti 13 obiettivi su 51, bisogna accelerare

Mario Draghi [EPA-EFE/ANGELO CARCONI]

Delle 51 misure previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) attualmente sono stati raggiunti 13 obiettivi e il presidente del Consiglio Mario Draghi esorta i ministri ad accelerare, soprattutto sulle riforme.

Il Pnrr vale 191,5 miliardi da qui al 2026, prevede 151 investimenti e 63 riforme: per ciascuno di essi sono già indicati rigidi tempi di realizzazione, che condizionano l’erogazione delle risorse. In ballo nel 2021 ci sono 13,8 miliardi. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, hanno svolto la prima informativa sul monitoraggio lo stato di attuazione dei 24 investimenti e delle 27 riforme da adottare quest’anno.

Sarà inoltrata alle Amministrazioni la richiesta di trasmettere al più presto alle competenti strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero dell’Economia e delle finanze un piano di adozione delle riforme e di compiuta realizzazione degli interventi da attuare entro il 31/12/2021, in modo da consentire un costante monitoraggio delle specifiche tappe da rispettare, si legge nella relazione presentata al Cdm.

Cabine di regia settoriali

Palazzo Chigi ha annunciato anche la convocazione nelle prossime settimane di più cabine di regia settoriali con i ministri competenti e di una cabina di regia anche con gli enti locali per verificare l’avanzamento dei target da qui al primo semestre 2022. Cinque giorni prima delle riunioni, deve essere presentato un documento articolato sullo stato di avanzamento dell’insieme di riforme e progetti del Pnrr, l’impostazione che ciascun ministro ritiene di seguire e sugli ostacoli e le criticità eventualmente riscontrate. Un approfondimento sarà dedicato ad alcune tematiche trasversali, in particolare per quel che attiene alle modalità da attuare per garantire che almeno il 40 % delle risorse sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, il rispetto dei principi guida in materia di disabilità e il rispetto, anche da parte dei soggetti attuatori, della “regola” del 30% di assunzioni di giovani e donne.

Il ruolo degli enti locali

“Gli enti locali e regionali saranno la chiave per rendere una realtà” i piani di ripresa economica in quanto “responsabili di oltre la metà degli investimenti pubblici nell’Ue”, ha ricordato il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, in un video messaggio inviato per l’apertura del forum sulla ripresa e resilienza regionale organizzato dal Comitato europeo delle Regioni.

Bruxelles, ha detto Gentiloni, continuerà “a incoraggiare tutti gli Stati membri a coinvolgere gli enti locali e regionali”. Il Recovery and Resilience Facility (Rrf) e i fondi di Coesione “devono integrarsi e non sostituirsi a vicenda” e “addizionalità e assorbimento sono le parole chiave” per “garantire che i piani vengano implementati in modo coerente e che il denaro sia ben speso”.

Con il commissario Gentiloni “abbiamo convenuto sulla necessità di valutare l’impatto del Recovery and Resilience Facility (Rrf) sul campo e identificare possibili ostacoli alla sua attuazione in un forum annuale”, ha detto il presidente del Comitato delle Regioni, Apostolos Tzitzikostas, inaugurando il forum su ripresa e resilienza regionale organizzato dal CdR.

Al momento, ha spiegato Tzitzikostas, “il Comitato europeo delle regioni si sta adoperando per migliorare la governance” del Rrf “promuovendo un vero partenariato tra gli attori comunitari, nazionali, regionali e locali”.

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