Più della metà degli europei subirà l’impatto della pandemia sul reddito personale

Negozi chiusi a Roma. Più della metà degli europei ha subito o subirà le conseguenze della pandemia sul reddito. In Italia la percentuale sale al 76%. [EPA-EFE/ETTORE FERRARI]

L’ultimo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo mostra che più della metà degli europei ha subito, o prevede di subire, l’impatto della pandemia sul suo reddito personale. Il sostegno all’Unione europea resta elevato, ma vengono richieste ulteriori riforme.

Il 31% dei cittadini europei ha visto la propria situazione finanziaria peggiorare a causa della pandemia nel primo trimestre del 2021, mentre il 26% si aspetta che questo avverrà nel prossimo futuro. Questo significa che a livello europeo il 57% dei cittadini subirà gli effetti del Covid-19 nel proprio reddito.

Questo impatto è percepito in maniera ancora più forte in Italia, dove il 45% delle persone afferma di aver già subito gli effetti della pandemia in ambito economico e il 31% che prevede di subirli in futuro. Il 23% degli italiani afferma che il suo reddito non sarà toccato dalla pandemia, contro il 42% totale dell’Ue.

La maggioranza degli intervistati in Europa, il 58%, ritiene che i benefici delle misure di restrizione adottate superino i danni economici che possono aver provocato. Questa opinione, comune alla maggioranza degli Stati membri, costituisce un cambiamento rispetto alla seconda metà del 2020, quando le misure di contenimento erano viste come un danno. L’Italia è in sostanziale equilibrio su questa tematica, con una percentuale leggermente superiore alla metà degli intervistati che vede le misure restrittive come dannose.

Le  misure adottate dall’Unione europea sono ben note, con otto cittadini su dieci che ne hanno almeno sentito parlare e il 48% che le conosce. Di questi poco più della metà non ne è soddisfatta, e solo il 44% ritiene sufficiente il grado di solidarietà interna dimostrato in Ue.

L’immagine dell’Ue rimane positiva, se confrontata con i dati dell’ultimo decennio. Quasi un cittadino su due la vede con favore, mentre solo il 17% ha un’opinione negativa. Tuttavia, la gran parte degli intervistati ha espresso la necessità di riforme.

Infine, italiani ed europei sono sostanzialmente concordi sulla richiesta di maggiori competenze Ue per affrontare la pandemia: circa il 75% degli intervistati. L’elemento a cui dare maggiore priorità, secondo gli europei, è l’accesso a vaccini sicuri ed efficaci (39%), seguita dalle risorse per  lo sviluppo (29%) e dallo sviluppo di una politica sanitaria (25%). In Italia, le prime due sono invertite.