Pilastro sociale, Juncker: “Se Costa non avrà successo col vertice di Porto, non può farcela nessuno”

L'ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (a destra) con il premier portoghese António Costa (a sinistra). [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

L’ex presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ritiene che il Portogallo riuscirà a ottenere risultati concreti al summit sociale di Porto, aggiungendo che se non ci riuscirà il premier António Costa “non ce la farà nessuno, perché è uno dei migliori”.

In un’intervista con Lusa Juncker, promotore del primo vertice europeo dedicato alle questioni sociali nel 1997, ha dichiarato di avere buone aspettative per il summit sociale di Porto che prenderà il via venerdì 7 maggio.

Ha riconosciuto, tuttavia, che le soluzioni adottate dai leader europei vengono facilmente dimenticate, come successe nel 1997, quando si è deciso di tenere un vertice annuale dedicato alle questioni sociali. Il successivo si è svolto solo 20 anni dopo, in Svezia.

Juncker crede che Porto possia aprire la strada verso l’implementazione efficace dei principi espressi nel pilastro sociale europeo, anche senza obiettivi vincolanti. Questa questione è sempre controversa e incontra inevitabilmente la resistenza degli Stati membri.

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“È un vecchio dibattito. L’abbiamo affrontato anche nel 1997, durante il primo vertice sociale, che si è svolto in Lussemburgo. Servono impegni importanti per quanto riguarda le politiche sociali europee. Non serve però mettere cifre su ciascuna delle ambizioni particolari, che saranno menzionate nella dichiarazione comune”, ha detto.

L’ex presidente della Commissione sottolinea l’importanza di avere degli obiettivi concreti. Sebbene non sia sua abitudine dare pubblicamente consigli ai primi ministri, meno ancora al suo “buon amico António Costa”, Juncker considera molto importante stabilire obiettivi concreti in certe aree per facilitare lo sviluppo di politiche per ottenerli.

“Penso che lui [Costa] debba insistere su obiettivi concreti riguardanti la disoccupazione giovanile, la formazione continua, il tasso di occupazione. E credo che lo farà. Se non ci riuscirà, allora nessuno lo potrà fare, perché lui è uno dei migliori”, ha detto a Lusa.

Il governo portoghese, che fino al 30 giugno presiederà il Consiglio dell’Unione europea, vuole che i principi del pilastro sociale europeo discussi e proclamati a Göteborg nel 2017 si materializzino tramite l’adozione di piani d’azione concreti.

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L’idea del summit sociale di Porto è quella di delineare obiettivi concreti da raggiungere entro il 2030 in termini di occupazione, uguaglianza di genere tra uomo e donna e riduzione del numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale.

L’incontro di venerdì 7 maggio punta a potenziare il coinvolgimento degli Stati membri, delle istituzioni europee, dei partner sociali e della società civile, con l’implementazione del piano d’azione del pilastro europeo dei diritti sociali presentato dalla Commissione Ue a marzo.

Questo piano prevede misure come il raggiungimento di un tasso di occupazione del 78% nell’Ue, che almeno il 60% degli adulti partecipino a corsi di formazione ogni anno e di ridurre il numero di persone a rischio di esclusione sociale o povertà almeno di 15 milioni, tra cui 5 milioni di bambini.