Piccole e medie imprese: l’Ue propone una detrazione fiscale per favorire gli investimenti

EU Commission proposes tax incentive [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Commissione europea ha proposto una detrazione fiscale per attenuare la tendenza all’indebitamento delle pmi europee.

L’esecutivo Ue propone un tasso di detrazione più favorevole per le pmi, che hanno maggiori difficoltà di accesso ai mercati azionari rispetto alle imprese più grandi. Quella che viene chiamata “indennità pro equity” sarebbe calcolata sulla base della differenza tra il patrimonio netto alla fine dell’anno fiscale in corso e il patrimonio netto alla fine dell’anno fiscale precedente, moltiplicato per un tasso di interesse nozionale.

L’indennità quindi verrebbe concessa solo per la somma degli aumenti di capitale in un determinato anno. Il tasso di interesse nozionale è il tasso di interesse decennale privo di rischio per la valuta in questione, maggiorato di un premio per il rischio dell’1% o, nel caso delle pmi, di un premio per il rischio dell’1,5%.

Lo sgravio garantirà al capitale proprio lo stesso trattamento fiscale del debito. “La proposta prevede che gli aumenti del capitale proprio di un contribuente da un anno fiscale all’altro siano deducibili dalla sua base imponibile, analogamente a quanto avviene per il debito”, spiega la Commissione Ue.

“L’indebitamento totale delle società non finanziarie nell’Ue ammontava a quasi 14.900 miliardi di euro nel 2020, pari al 111% del Pil. In questo contesto, vale la pena sottolineare che le imprese con una solida struttura patrimoniale possono essere meno vulnerabili agli shock e più inclini a effettuare investimenti e a innovare. Pertanto, ridurre l’eccessiva dipendenza dal finanziamento del debito e sostenere un eventuale riequilibrio della struttura del capitale delle imprese può influire positivamente sulla competitività e sulla crescita”, sottolinea Bruxelles in una nota.

“Le imprese europee devono poter scegliere la fonte di finanziamento più adatta alla loro crescita e al loro modello di business. Rendendo il nuovo capitale proprio deducibile dalle tasse, proprio come avviene attualmente per il debito, questa proposta riduce l’incentivo ad aumentare i prestiti e consente alle imprese di prendere decisioni di finanziamento basate esclusivamente su considerazioni commerciali”, ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis. “Nell’ambito del programma dell’Ue volto a garantire un sistema fiscale equo ed efficiente, la proposta renderà i finanziamenti più accessibili alle imprese dell’UE, in particolare alle start-up e alle PMI, e contribuirà a creare un vero e proprio mercato unico dei capitali”, ha aggiunto.

Secondo il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, “questa soluzione armonizzata alla distorsione tra debito e capitale renderà il contesto imprenditoriale europeo più prevedibile e competitivo, stimolando lo sviluppo della nostra unione dei mercati dei capitali”. “La nostra proposta – ha continuato – aiuterà le imprese a costituire un capitale più solido, rendendole meno vulnerabili e più propense a investire e ad assumere rischi. E questa sarà una buona notizia per l’occupazione e la crescita in Europa”.