Pesticidi, rimozione della CO2 e imballaggi al centro della politica agricola Ue 2022

L’uso sostenibile dei pesticidi e un sistema di certificazione per la rimozione della CO2 saranno al centro delle priorità agricole della Commissione europea il prossimo anno, secondo una bozza del programma di lavoro 2022 vista da EURACTIV.com.

Il programma, datato 27 settembre, stabilisce la lista delle azioni a cui la Commissione darà priorità nei prossimi dodici mesi. Secondo la bozza del documento, un punto chiave è la revisione della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi.

La direttiva, adottata nel 2009, mira a ridurre i rischi e gli impatti dell’uso dei pesticidi sulla salute umana e l’ambiente, ma è stata criticata per la sua scarsa attuazione nella maggior parte degli Stati membri.

Come delineato nella politica alimentare della Commissione, la strategia Farm to Fork, la Commissione mira a rivedere la direttiva per allinearla con gli obiettivi del Green Deal europeo in modo da raggiungere l’obiettivo di dimezzare l’uso dei pesticidi chimici.

L’adozione della revisione era prevista per marzo del prossimo anno ma, secondo la bozza, avverrà nel maggio 2022. In vista questo nel novembre 2021 verrà lanciata una consultazione pubblica.

La revisione della direttiva sui pesticidi sarà inclusa nel quadro di un pacchetto inquinamento zero insieme alla revisione della legislazione sulla qualità dell’aria dell’Ue.

La bozza del programma di lavoro sottolinea che è attualmente “impossibile dire” se questa iniziativa politica si tradurrà in un onere più pesante per le parti interessate, dato che le opzioni politiche non sono ancora state decise.

Tuttavia, conclude che nel complesso, la Commissione si aspetta “un aumento degli oneri amministrativi”. “I costi amministrativi e altri costi per le diverse opzioni politiche saranno valutati per le diverse parti interessate, compresi gli agricoltori e altri operatori economici”, si legge nel programma.

Saranno esplorati modi per minimizzare i costi, promette il documento. “I compromessi tra gli oneri amministrativi per gli operatori e i benefici positivi per la salute e l’ambiente esistono e saranno presi in considerazione nell’analisi”, si legge.

Certificazione del carbonio

Il programma di lavoro menziona anche la proposta di un quadro normativo per la certificazione della rimozione della CO2 come una priorità chiave del 2022, mantenendo le promesse fatte nel pacchetto Fit for 55 recentemente pubblicato.

La bozza di programma sottolinea che questo è uno strumento chiave per “l’aumento graduale e la diffusione più ampia della rimozione della CO2 dall’atmosfera attraverso soluzioni sia naturali che tecnologiche”.

Allo stato attuale, non esiste uno strumento politico per incentivare in modo significativo la rimozione della CO2 e la protezione degli stock.

Tuttavia, questo non ha impedito alle aziende e ad alcuni privati cittadini di acquistare quote nei mercati  della CO2 per compensare la loro impronta climatica residua.

“Le parti interessate chiedono che venga introdotto un meccanismo di certificazione”, si legge nel programma, aggiungendo che il settore privato lo vede come una “opportunità di business”.

Dato che la Commissione ha delineato un nuovo approccio per la rimozione della CO2 in agricoltura per contribuire ad aumentare l’ambizione climatica dell’Europa, questo potrebbe avere effetti di vasta portata nel mondo agricolo. L’adozione del quadro normativo è prevista per il terzo trimestre del 2022.

Imballaggio

La Commissione ha anche dei piani per quanto riguarda l’imballaggio, con la revisione del regolamento sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio (CLP) che dovrebbe essere adottata nel maggio 2022, secondo il programma di lavoro dell’esecutivo.

Questa iniziativa, che mira ad attuare la strategia dell’Ue sulle sostanze chimiche, dovrebbe prevedere una serie di classi di pericolo dei prodotti in base ad alcuni effetti nocivi come l’alterazione endocrina e il bioaccumulo.

La bozza della Commissione evidenzia che, grazie all’armonizzazione delle pratiche in tutta l’Ue, questa mossa probabilmente andrà a beneficio del mercato unico e offrirà anche un margine di vantaggio alle aziende dell’Ue, se sarà successivamente adottata a livello globale.