Pesticidi nocivi per le api: la Corte Ue ha respinto il ricorso della Bayer

EPA-EFE/GYORGY VARGA

La Corte di giustizia Ue ha respinto il ricorso della Bayer contro le restrizioni decise nel 2013 dall’Unione europea su tre pesticidi nocivi per le api.

Il caso Bayer CropScience and Others v Commission è arrivato davanti alla Corte di Giustizia, dopo il ricorso della società agrochimica Bayer contro la precedente sentenza del 2018. Il tema della contesa è il divieto imposto dalla Commissione di usare tre tipi di pesticidi che sono particolarmente dannosi per le api, un insetto preziosissimo. Le api sono infatti responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

I prodotti fitosanitari al centro della causa -imidacloprid, clotianidina e thiamethoxam- appartengono a una classe di pesticidi noti come neonicotinoidi, chimicamente simili alla nicotina che hanno sulle api l’effetto di distruggere il loro senso di orientamento, la memoria e dunque il modo di riproduzione. A partire dagli studi più recenti esaminati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), anche se non ancora convalidate dagli Stati membri dell’Ue, la Commissione aveva dunque deciso di vietarne l’uso nel 2013 sulle colture che attirano le api. Rispetto a questa decisione la Bayer si era mobilitata, facendo ricorso.

Con la decisione di giovedì 6 maggio la Corte di Giustizia, dopo otto anni, ha però dato ragione alla Commissione. La Corte ha anche stabilito che la Bayer dovrebbe pagare le spese legali sostenute dai gruppi ambientalisti, come Pesticide Action Network Europe (PAN Europe), Bee Life e Greenpeace che hanno difeso la decisione dell’UE. Secondo il legale di Greenpeace UE Andrea Carta la sentenza ha “riaffermato che la protezione della natura e della salute delle persone ha la precedenza sui ristretti interessi economici delle potenti multinazionali e che il principio di precauzione è una pietra miliare del diritto UE”. Significa non solo che la Commissione può vietare l’uso di un pesticida anche senza attendere le decisioni dei Paesi membri (che possono impiegare fino a dieci anni) ma anche che in caso di dubbi sulla tossicità di un pesticida, la Commissione è autorizzata a vietarlo per precauzione.

Sembra una vittoria totale per le api nell’Unione, ma le cose sono più complicate. Ad esempio nell’Unione è ammesso l’uso del glifosato fino al 15 dicembre 2022 ma Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia hanno già fatto domanda per il rinnovo. Si tratta di una sostanza chimica nociva per le api utilizzata principalmente in agricoltura e orticoltura per combattere le erbe infestanti. Il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo, ha però effetti nocivi anche sugli insetti impollinatori che preoccupano le organizzazioni ambientaliste e i cittadini sempre più attenti alle questioni ambientali.

È stata infatti presentata alla Commissione nel 2017 una iniziativa dei cittadini europei  (ICE) Vietare il glifosato e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici, dopo aver raccolto 1 070 865 dichiarazioni di sostegno, ma la Commissione ha ritenuto che non sussistono motivi giuridici o scientifici che giustifichino il divieto del glifosato e che non presenterà dunque una proposta legislativa in tal senso.