Patto di stabilità, Gentiloni: le regole Ue devono essere “riviste” in senso “realistico”

Il commissario all'Economia Paolo Gentiloni. [Eu Commission]

Il commissario per l’Economia, intervenendo al Brussels Economic Forum, sottolinea la necessità di tenere  conto di come la pandemia abbia cambiato lo scenario.

Le regole europee sui bilanci pubblici devono essere “riviste”, per renderle “più realistiche” e adatte ad affrontare la “situazione” determinatasi con la crisi prodotta dalla Covid-19. L’elevato debito pubblico “colpisce i Paesi membri in gradi diversi”, ma oggi “la maggioranza della popolazione dell’area euro vive in Paesi che hanno un debito superiore al 100%” del Pil. Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, in occasione del Brussels Economic Forum, torna a parlare della riforma del Patto di Stabilità.

“Abbiamo fatto la scelta giusta nel dare il sostegno all’economia, dobbiamo mantenerlo anche l’anno prossimo”, ha dichiarato Gentiloni, precisando che se la situazione va bene l’approccio potrà essere “più selettivo”.

Il commissario ha spiegato che le regole del Patto di stabilità dovranno essere adattate allo scenario post-pandemico. “Ci servono regole applicabili e utili alla transizione, trovare un consenso non sarà facile – ha ammesso -, ma la resilienza si costruisce anche se hai fiducia nelle regole comuni, se non ce l’hai è a rischio”.

La posizione di Gentiloni, come è noto, non è condivisa dal vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, che ha ribadito che “la clausola di salvaguardia” del Patto di stabilità “resterà nel 2022, ma non più a partire dal 2023”.

Secondo Dombrovskis la “ripresa è dietro l’angolo”. “I tassi di vaccinazione Covid stanno aumentando. Le misure di contenimento si stanno allentando. La situazione economica e la prospettiva sono più luminose di quanto avessimo previsto alcuni mesi fa”, ha aggiunto il commissario. Si stima “una forte crescita nel 2021 e 2022” e “per l’Ue nel suo insieme l’output tornerà ai livelli pre-crisi quest’anno – afferma -. E sebbene restino differenze tra i Paesi, attendiamo che quasi tutte le economie tornino ai livelli pre-crisi nel 2022”.