Parlamento Ue: “Combustibili fossili fuori dai finanziamenti del Recovery Fund”

Una plenaria del Parlamento Europeo a gennaio 2020. EPA-EFE/OLIVIER HOSLET

Con 65 voti a favore, 15 contrari e 3 astensioni, la Commissione Ambiente al Parlamento Europeo ha votato lunedì (12 ottobre) per escludere i combustibili fossili da qualsiasi tipo di sostegno economico proveniente dal Recovery Fund, che è destinato a rilanciare l’economia europea dopo la crisi del coronavirus.

Sembrerebbe scontato escludere i finanziamenti alle industrie e agli impianti la cui attività produttiva è basata sull’utilizzo di combustibili fossili, in virtù degli obiettivi del Green Deal fortemente voluto da Frans Timmermans e dalla Commissione Von Der Leyen in generale, ma in una situazione di crisi economica come quella che l’UE sta vivendo, è molto più complicato di quanto possa sembrare. Perchè la transizione ecologica ha un costo, che è un costo soprattutto sociale, e i fondi del Just Transition Fund che dovrebbero accompagnare questo processo sono stati ridotti in maniera consistente nel corso delle trattative dei leader dei 27 sul Recovery Fund.

Da qui l’importanza di questa risoluzione. L’autore principale è stato Pascal Canfin, eurodeputato francese di Renew Europe, il gruppo politico che si ispira al Presidente francese Macron, Presidente della commissione per l’ambiente del Parlamento. Portandosi su Twitter, ha accolto con favore il voto, dicendo che “sta aprendo la strada a una vera e propria ripresa verde”. Lo stesso Canfin è l’autore dell’emendamento che ha portato il Parlamento Europeo ad alzare l’asticella rispetto alla proposta della Commissione sul tema della percentuale di riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030.

Legge sul clima, via libera dell'europarlamento alla riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030

Arriva il via libera ufficiale del Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria, alla proposta della socialdemocratica Jytte Guteland di ridurre le emissioni del 60% entro i prossimi 10 anni. Con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni, gli eurodeputati confermano …

Le due commissioni principali del Parlamento, per gli affari economici e di bilancio, voteranno la proposta del Recovery Fund all’inizio di novembre,  mentre la votazione finale in sessione plenaria è prevista entro la metà di novembre. Le ONG ambientaliste hanno accolto favorevolmente il voto della commissione per l’ambiente del Parlamento, definendolo “un importante passo avanti” pochi giorni dopo l’altro voto sulla  riduzione dei gas serra dell’UE al 60% entro il 2030. “Limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C richiede la graduale eliminazione del gas fossile al più tardi entro il 2035 e di smettere immediatamente di spendere denaro pubblico per progetti basati sui combustibili fossili”, ha detto Esther Bollendorff di Climate Action Network Europe. “La commissione per i problemi economici e monetari e la commissione per i bilanci devono confermare questa ambizione all’inizio di novembre”, ha aggiunto.

I leader dell’UE, riuniti nel consiglio europeo, hanno concordato a luglio un pacchetto di recupero che mobiliterà 750 miliardi di euro per aiutare l’economia dell’UE a rimettersi in piedi dopo le misure di lockdown imposte in quasi tutti i Paesi durante la fase più acuta della pandemia da COVID-19. Ora il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE hanno avviato un processo di negoziazione per approvare definitivamente il Recovery Fund e concordare le regole relative alla spesa. Questo voto nella Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, dunque, potrebbe ancora essere ribaltata, o in plenaria, o, più probabilmente, dagli Stati membri riuniti nel Consiglio dei ministri dell’UE. Il processo di negoziazione richiede infatti che sia il Consiglio dell’UE sia il Parlamento concordino su un testo identico per dare il via libera al Recovery Fund.