“Paesi frugali” contro il rafforzamento del bilancio UE

Macron e Merkel parlano mentre dietro passano Rutte e Kurz EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL

In un documento la risposta netta alla proposta franco-tedesca in vista della riunione dei commissari mercoledì 27 maggio. Dure reazioni del vice-presidente del Parlamento Europeo Karas e del ministro Amendola. Gozi (RE) chiede coraggio dalla Commissione, mentre il vice-presidente Castaldo è netto: “Antieuropeismo e becero nazionalismo”. 

Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, la posizione di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia, i quattro Paesi nordici “paladini” del rigore nei conti pubblici, è stata ufficializzata con l’invio di un non-paper arrivato nella mattina di sabato 23 maggio alle capitali dei Paesi membri e a Bruxelles.

In vista della riunione dei commissari di mercoledì 27, che dovrebbe approvare la proposta della Commissione sul Recovery Plan, è arrivata dunque una risposta netta rispetto alla proposta franco-tedesca: serve un fondo di emergenza “temporaneo, una tantum” e limitato a due anni, per sostenere “la ripresa economica e la resilienza dei settori sanitari” con un approccio basato su “prestiti a condizioni favorevoli” ma senza “alcuna mutualizzazione del debito” e in cambio di “un forte impegno per le riforme” nazionali da parte dei beneficiari.

I quattro Paesi chiariscono che potranno essere concessi prestiti “a condizioni favorevoli ai Paesi che più ne hanno bisogno”, ma “il rischio per tutti gli Stati membri” dovrà essere limitato.

Un no secco sia all’ipotesi della mutualizzazione del debito, ma anche a significativi aumenti nel bilancio Ue. Le risorse messe in campo dall’UE sino ad ora sono ingenti e un aumento dei contributi, “a prescindere da come vengano finanziati, peserà sui bilanci nazionali”, già messi sotto pressione dalla necessità di combattere la recessione con misure espansive. I fondi, quindi, devono essere diretti a finanziare “le attività che contribuiscono alla ripresa dalla crisi di Covid-19 e alla resilienza futura”.

I quattro insistono quindi sulla necessità di “riforme” che permettano agli Stati membri di essere “meglio preparati per la prossima crisi”. Per tutelare i prestiti da possibili frodi, viene chiesto un “forte coinvolgimento della Corte dei conti europei, dell’Ufficio Ue anti-frode (Olaf) e della Procura europea (Eppo)”. “Il nostro obiettivo – conclude il documento dei frugali – è fornire attraverso il bilancio pluriennale Ue finanziamenti temporanei e mirati nonché offrire prestiti a condizioni favorevoli a chi è stato colpito più duramente dalla crisi”.

Il non-paper, una presa di posizione in vista del negoziato, ribadisce le rimostranze tradizionali di Olanda e Austria e mostra quanto sia stata viceversa ambiziosa la proposta avanzata da Macron e Merkel.

Dura replica di Othmar Karas, vice-presidente del Parlamento Europeo che su Twitter scrive: “La proposta di Austria, Olanda, Danimarca e Svezia è molto lontana da quella della Camera civica – il Parlamento dell’UE. Non è all’altezza delle sfide del futuro. Senza un sano mix di sovvenzioni e prestiti non funzionerà! Il programma di sovvenzioni miliardarie della Bandiera dell’Austria dovrebbe servire da modello”. Una spina nel fianco per il cancelliere austriaco Kurz in quanto Karas non solo è un connazionale, ma anche esponente del Partito popolare austriaco del quale Kurz è leader.

Dura anche la reazione del ministro per gli Affari europei Enzo Amendola che sempre su Twitter scrive: “Il documento dei paesi ‘frugali’ è difensivo e inadatto. Serve più coraggio il 27 maggio dalla Commissione europea. Una recessione così dura richiede proposte ambiziose e innovative come il Recovery Fund. A rischio ci sono mercato interno e i suoi benefici per tutti gli europei”.

“Siamo all’inizio di un negoziato duro – afferma Sandro Gozi di Renew Europe -, la posizione dei Frugali parte da un doppio errore. Sono prigionieri della crisi precedente e guardano indietro”. Il parlamentare europeo e presidente dell’Unione dei federalisti europei (Uef) non manca poi di ironia. “Fanno bene a definirsi frugali – dice -, perché il termine deriva da una pianta che non ha bisogno di cure particolari. E ritengono che la pianta Europa non abbia bisogno di cure particolari, mentre ha bisogno di cure straordinarie e, se le cure non arrivano, i primi a perderci sarebbero proprio i frugali”. “La Commissione dimostri quel coraggio e quell’ambizione politica che hanno dimostrato Emmanuel Macron ed Angela Merkel”, ha detto.

Non manca poi il duro intervento del vice-presidente Fabio Massimo Castaldo: “La proposta svilisce totalmente il ruolo e la portata del Recovery fund è semplicemente inaccettabile”. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle è netto: “Di fronte alla peggiore crisi sanitaria degli ultimi cento anni, di fronte al rischio di una pericolosissima recessione la risposta di questi governi, i cui leader si candidano ormai sfacciatamente al ruolo di campioni dell’antieuropeismo e del nazionalismo più becero, è esattamente quella di continuare con il business as usual, difendendo schemi superati dalla storia e ignorando totalmente il piano coraggioso delineato dal Parlamento europeo”.