Pac, le ong mettono in guarda dai rischi degli eco-schemi

Secondo il rapporto presentato dalle ong, gli eco-schemi mancheranno di molto le ambizioni. [SHUTTERSTOCK]

Meno di un quinto degli eco-schemi della Politica agricola comune (Pac), destinati a ricompensare gli agricoltori europei che scelgono la strada della sostenibilità, soddisferanno gli obiettivi ambientali secondo un nuovo rapporto delle maggiori ong ambientaliste europee. L’articolo di EURACTIV.

Il report, pubblicato martedì 30 novembre da Wwf, European Environmental Bureau (Eeb) e Birdlife Europe, è il primo tentativo di catalogare sistematicamente i 166 eco-schemi proposti nei piani nazionali di 21 Stati membri dell’Ue.

Attraverso questi piani, gli Stati membri dell’Ue stabiliranno come intendono soddisfare i nove obiettivi previsti dalla riforma della Politica agricola comune, rispondendo allo stesso tempo ai bisogni dei loro agricoltori e delle comunità rurali.

Questo include una lista personalizzata dei cosiddetti “eco-schemi”, un nuovo strumento progettato per premiare gli agricoltori che scelgono di fare un passo avanti in termini di attenzione all’ambiente e azione climatica.

Ma al momento non è chiaro come i paesi dell’Ue utilizzeranno questo nuovo strumento nei loro piani strategici nazionali, le cui bozze devono essere presentate alla Commissione per l’approvazione entro la fine dell’anno.

Anche se si basa solo su bozze e informazioni attualmente disponibili, il nuovo rapporto dà un’indicazione della direzione di marcia per molti paesi dell’Ue e lascia intendere che i 48,5 miliardi di euro di finanziamenti Ue destinati ad essere spesi in 5 anni nella Pac post-2022 potrebbero non soddisfare le ambizioni.

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Più greenwashing, più distruzione, più problemi

Parlando durante una conferenza stampa martedì (30 novembre), Jabier Ruiz, responsabile per le politiche su agricoltura e i sistemi alimentari sostenibili presso l’ufficio delle politiche europee del Wwf, ha detto che il rapporto mette in evidenza la “totale disconnessione” tra il Green Deal e la riforma della Pac.

Nel frattempo, la responsabile della politica agricola dell’Eeb, Célia Nyssens, ha sottolineato che anche se sono inclusi alcuni buoni schemi, compresi quelli sull’agroforestazione e la salute del suolo, sono pochi e lontani tra loro.

Ha anche riservato delle critiche per “l’approccio frammentario” a questi eco-schemi, sottolineando che è “molto improbabile” che le singole pratiche da sole portino dei benefici.

“Gli eco-schemi rappresentano la più grande risorsa monetaria che l’Ue ha per guidare questi cambiamenti, ma così come sono, non raggiungeranno gli obiettivi su nessuna di queste priorità”, ha detto, aggiungendo che “escono tutti sconfitti” dall’approccio business-as-usual degli stati membri.

Ariel Brunner, reponsabile delle politiche di BirdLife Europe, ha sottolineato che gli eco-schemi hanno il potenziale per portare sulla strada giusta ma che, così com’è, rischiano soltanto di causare “più greenwashing, più distruzione e più problemi”.

Il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski ha sostenuto che questa riforma della Pac crea una “serie di opportunità” per il settore per diventare più rispettoso del clima, l’ambiente e il benessere degli animali, soprattutto grazie agli eco-schemi raccomandati dalla Commissione.

Sottolineando che molto dipende dal livello di ambizione degli stati membri nei loro piani strategici nazionali, ha aggiunto che l’esecutivo Ue “incoraggerà e sosterrà gli stati membri a raggiungere una Pac più equa e più verde”.

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