Occupazione, gli obiettivi Ue per il 2030: 78% di occupati e meno 15 milioni di poveri

Coronavirus Alcantara re-opening factory [EPA-EFE/CLAUDIO PERI]

Avere “almeno” il 78% di occupati nella popolazione di età compresa tra i 20 e i 64, ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio povertà e fare in modo che almeno il 60% di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione. Sono questi gli ambiziosi obiettivi che l’Ue si è data da qui al 2030 in materia di occupazione e lotta alle disuguaglianze sociali.

I nuovi obiettivi sono coerenti con quelli delle Nazioni Unite e definiscono l’ambizione comune di un’Europa sociale forte, spiega la Commissione.

“È nostra intenzione sottolineare, con questa iniziativa, l’importanza per i nostri mercati del lavoro di un passaggio graduale dalle politiche di emergenza a quelle per la ripresa, che l’Ue sosterrà attraverso le fonti di finanziamento che mette a disposizione, tra cui il FSE+ e lo strumento per la ripresa e la resilienza”, ha spiegato il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

“Il pilastro europeo dei diritti sociali ha costituito il nostro punto di riferimento per la costruzione di un’Europa sociale forte. Gli diamo adesso nuova vita, trasformando i suoi principi in azioni concrete. Una delle nostre principali priorità è creare posti di lavoro, e fare in modo che le persone abbiano le competenze giuste per tali posti di lavoro”, ha aggiunto il commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit.

La raccomandazione dell’esecutivo promuove la creazione di posti di lavoro e le transizioni professionali dai settori in declino a quelli in espansione, in particolare i settori verde e digitale. Le misure nazionali che vanno in questa direzioni potranno essere finanziate con i fondi Ue, tra cui il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il Fondo sociale europeo Plus.

Commissione Europea

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